<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Michele Dabergami Web Site &#187; Amici</title>
	<atom:link href="http://www.dabe.it/category/amici/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.dabe.it</link>
	<description>www.dabe.it - sito personale di Michele Dabergami</description>
	<lastBuildDate>Thu, 19 Jan 2012 15:19:04 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
		<item>
		<title>Enne</title>
		<link>http://www.dabe.it/2011/12/14/enne</link>
		<comments>http://www.dabe.it/2011/12/14/enne#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 14:45:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dabe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amici]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dabe.it/?p=799</guid>
		<description><![CDATA[Ci vediamo, dì, che ne pensi? Che t&#8217;inventi? Maledizione! Del dove te ne vai? Là? Si sta comodi, c&#8217;è rumore? E correre e saltare? Ci sono abbracci da cercare? Si può far capriole? Dimmi, ci sono ancora, le parole? Qui non c&#8217;è altro che domande. E allora smetto. Non mi viene facile lasciare ma non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci vediamo, dì, che ne pensi?<br />
Che t&#8217;inventi? Maledizione!<br />
Del dove te ne vai? Là?<br />
Si sta comodi, c&#8217;è rumore?<br />
E correre e saltare?<br />
Ci sono abbracci da cercare?<br />
Si può far capriole?<br />
Dimmi, ci sono ancora, le parole?<br />
Qui non c&#8217;è altro che domande.<br />
E allora smetto.<br />
Non mi viene facile lasciare<br />
ma non si può proprio continuare.<br />
Per ora, ti lascio qui<br />
quel che viene più facile a tutti.<br />
Per ora, sto con tutti.<br />
Ciao.</p>
<p>Puoi ascoltare: <a href="http://www.youtube.com/?dc=organic&#038;hl=it&#038;rdm=4owzg9khk&#038;reload=2&#038;source=mog#/watch?v=rltDyTu8rV4">Sigur Rós &#8211; Starálfur</a></p>
<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left:40px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.dabe.it/2011/12/14/enne"></g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dabe.it/2011/12/14/enne/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Le parole che vorrei trovarti</title>
		<link>http://www.dabe.it/2011/09/19/le-parole-che-vorrei-trovarti</link>
		<comments>http://www.dabe.it/2011/09/19/le-parole-che-vorrei-trovarti#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 21:59:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dabe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amici]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dabe.it/?p=728</guid>
		<description><![CDATA[Distanza breve, un attimo quello che impatta è mare su scoglio. Accosto. Ascolto il voltarsi dell&#8217;onda, lo scroscio impetuoso è uno scoppio riempie di suono e distrugge. Al prossimo tuffo mi chiudo gli orecchi e attonito osservo uno scambio di amore è immobile il sasso, non cambia di un niente milioni, migliaia, di anni lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Distanza breve, un attimo<br />
quello che impatta è mare su scoglio.<br />
Accosto.<br />
Ascolto il voltarsi dell&#8217;onda,<br />
lo scroscio impetuoso è uno scoppio<br />
riempie di suono e distrugge.<br />
Al prossimo tuffo mi chiudo gli orecchi<br />
e attonito osservo uno scambio di amore<br />
è immobile il sasso, non cambia di un niente<br />
milioni, migliaia, di anni lo aspetta<br />
quel bacio di acqua lo scioglie perfetto.<br />
Ripongo lo sguardo puntandolo al cielo<br />
e subito un brivido chiama la pelle<br />
per tutte le gocce che il muscolo accende;<br />
se scivola piano, una lacrima finge.<br />
Dell&#8217;acqua sul viso, rimane il salato<br />
in punta di labbra lo trovo baciarmi<br />
e l&#8217;odore del sole mi ferma il respiro.<br />
Il confine terracqua mi parla &#8216;sí chiaro<br />
comunque lo legga mi dice del tutto<br />
che ogni mio senso non può che capire;<br />
di stessa natura, in sé tumultuosa<br />
ti spezza le reni o ti inorgoglisce.<br />
Su questo equilibrio è il blu che mi insegna<br />
imparo che anch&#8217;io trasporto un confine<br />
il dentro di me coll&#8217;altro da me.<br />
È proprio dal bordo di questa frontiera<br />
che transita il peso di questa fatica<br />
iniqua dogana che toglie valore<br />
a quello che sono, che voglio e che sento.<br />
Di cuore di carne, di sangue riempito<br />
ma a muover parole non sempre capace,<br />
non c&#8217;è scorciatoia né qui contrabbando<br />
attendilo, impegna o datti da fare:<br />
capiscilo tu<br />
questo frastuono di luce<br />
quel che non so dire.<br />
Ascoltami.<br />
Come una musica.<br />
<br />&nbsp;</p>
<p>Puoi nel frattempo ascoltare questo:<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=_Zj55gaAgM4" title="Sigur Ros - Agaetis Byrjun" target="_blank">Sigur Ros &#8211; Agaetis Byrjun</a><br />
<br />&nbsp;</p>
<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left:40px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.dabe.it/2011/09/19/le-parole-che-vorrei-trovarti"></g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dabe.it/2011/09/19/le-parole-che-vorrei-trovarti/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Scelte</title>
		<link>http://www.dabe.it/2011/08/01/scelte</link>
		<comments>http://www.dabe.it/2011/08/01/scelte#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 01 Aug 2011 14:55:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dabe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amici]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiero]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dabe.it/?p=702</guid>
		<description><![CDATA[Come ci si comporta dinnanzi all&#8217;insorgere di conflitti all&#8217;interno di gruppi e comunità transitorie o permanenti? Cerchiamo di definire in origine il significato che vogliamo qui dare al termine &#8220;conflitto&#8221;: ci si trova di fronte o a far parte o anche a promuovere un conflitto qualora si manifestino punti di vista differenti, e quindi ragioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Come ci si comporta dinnanzi all&#8217;insorgere di conflitti all&#8217;interno di gruppi e comunità transitorie o permanenti? Cerchiamo di definire in origine il significato che vogliamo qui dare al termine &#8220;conflitto&#8221;: ci si trova di fronte o a far parte o anche a promuovere un conflitto qualora si manifestino punti di vista differenti, e quindi ragioni proprie da difendere o da imporre, su vari argomenti di natura ampiamente disparata, dalle relazioni interpersonali al mondo del lavoro, dalle dinamiche di convivenza allo sport. Un passo ulteriore andrebbe fatto nel discernere la sottile differenza tra competizione e conflitto e sull&#8217;opportunità che nella storia questa ha creato. Nel tempo infatti i conflitti sono stati spesso tanto più partecipati quanto meno voluti e le competizioni (ad alto livello) tanto più desiderate quanto meno partecipate, tant&#8217;è che se ne sono create simulacri adatti a tutte le categorie. A dire il vero, anche dei conflitti se ne trovano repliche; dove però non ci si procura un danno reale si rimane in un ambito non realmente conflittuale e molto più simile a quello competitivo (gioco a fare la guerra, ma nessuno muore o si fa male, semplicemente qualcuno vince, qualcuno perde).<br />
L&#8217;inseme di tutte queste regole può essere facilmente traslato nell&#8217;ambito personale. Quand&#8217;è che dalla competizione scaturisce un conflitto? Quand&#8217;è che ci si inizia a fare male sul serio? Quanto una parola detta in più ferisce, quando un minuto prima si stava semplicemente dialogando, ci si scambiava un&#8217;opinione anche se in effetti si faceva a gara per imporla sull&#8217;altra?<br />
Questa casistica è di nuovo straordinariamente ampia e difficilmente affrontabile da chi non è esperto e vorrei restringere il campo centrando l&#8217;ambito sulla presa di posizione.<br />
Scegliere. Scegliere per tanti o in vece di tanti. Tra le popolazioni occidentali questo è più o meno garantito da diverse forme di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Democrazia_rappresentativa">democrazia rappresentativa</a>, non sempre, in effetti, particolarmente capaci di esprimere correttamente la volontà dei molti. In ogni caso quando dai molti si passa ad alcuni, le cose sembrano complicarsi, specialmente nel nostro paese (a differenza di <a href="http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/tecnologia/grubrica.asp?ID_blog=30&amp;ID_articolo=9144&amp;ID_sezione=38">altri</a>) negli ultimi anni. È sempre più difficile cioè, scegliere anche solo dove far passare una strada, quanto grande fare un parcheggio, o un parco, dove mettere un campetto da calcio, una panchina, una fontana. Dove più si decide di fare, più ci si ritrova di fronte qualcuno che pensa che quello o non si dovrebbe fare del tutto, o nella migliore delle ipotesi, se cioè universalmente riconosciuta l&#8217;importanza di quel &#8220;fare&#8221;, il modo, il luogo, il tempo, il gusto, lo spazio, il colore, l&#8217;altezza, il volume, il raggio, il suono oppure <em>una qualunque tra tutte le combinazioni delle possibili caratteristiche esistenti applicabili ad ogni cosa</em>, non andrà bene. Come un&#8217;aberrazione di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Democrazia_partecipativa">democrazia partecipativa</a> il singolo tenta di far valere le proprie motivazioni al di sopra di quelle di tutti gli altri. Le giustificazioni di questa incredibilmente tenace resistenza mi sono tuttavia ignote. Posso supporre però che l&#8217;imborghesimento delle classi medie abbia portato negli ultimi anni all&#8217;impoverimento del sentimento di solidarietà che da sempre ha caratterizzato le popolazioni non in conflitto. È un po&#8217; cioè come se all&#8217;interno delle comunità locali si sviluppino di volta in volta, sulla base di una convenienza non completamente chiara, (oltre a quella strettamente personale, del singolo) infiniti micro conflitti tesi a difendere o a conquistare spazi di atomicità apparentemente disumani.<br />
Se spostiamo il livello ancora di una tacca e scendiamo in un piccolo gruppo, tra amici, colleghi, compagni di squadra o di classe,  le dinamiche di relazione prendono spesso il sopravvento e c&#8217;è chi non ha voglia di litigare, chi non ha voglia di decidere, chi non ha idee, chi vuole sempre stare al centro dell&#8217;attenzione, chi vorrebbe con tutto il cuore fare qualcosa ma non ha il coraggio di farlo, chi magari si sente più bravo o più forte e decide per gli altri. La forma di governo di questi microcosmi varia incredibilmente nel volgere anche di pochi istanti dal <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Socialismo">socialismo</a> più reale al <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Totalitarismo">totalitarismo</a> più ideologico e  su argomenti magari non così dissimili tra di loro. Inevitabile sembra essere quindi il passaggio dalla competizione della propria idea sulle altre, allo scontro, frontale senza esclusione di colpi: l&#8217;impatto sull&#8217;ambito, imponderabile. Sono in genere un buon pacificatore e penso anche di essere diventato organicamente propositivo (è una cosa che si impara) ma rimango ancora molto severo con chi intralcia, chi chiama ingiustamente in causa, chi compromette. Però mal sopporto chi grava su di tutti il proprio malessere e ancor di più detesto l&#8217;accidioso. Ma in questo non voglio un conflitto. Di questo non mi faccio carico.<br />
Ho scelto.<br />
Ignoro.</p>
<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left:40px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.dabe.it/2011/08/01/scelte"></g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dabe.it/2011/08/01/scelte/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Stanze d&#8217;attesa</title>
		<link>http://www.dabe.it/2011/05/23/stanze-dattesa</link>
		<comments>http://www.dabe.it/2011/05/23/stanze-dattesa#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 23 May 2011 17:16:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dabe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amici]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dabe.it/?p=633</guid>
		<description><![CDATA[Aspetto. Ma non è un treno o un aereo. Non devo, per ora, andare da nessuna parte. Non è nemmeno qualcuno in ritardo. Il più delle volte l&#8217;attesa mi sembra legata al movimento di persone o cose: ci si sposta e c&#8217;è di conseguenza un tempo tecnico nel quale l&#8217;attività principale è il cambiare lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Aspetto. Ma non è un treno o un aereo. Non devo, per ora, andare da nessuna parte. Non è nemmeno qualcuno in ritardo.<br />
Il più delle volte l&#8217;attesa mi sembra legata al movimento di persone o cose: ci si sposta e c&#8217;è di conseguenza un tempo tecnico nel quale l&#8217;attività principale è il cambiare lo spazio che occupiamo. Mi vengono però in mente a contrasto innumerevoli attese immobili, minuti lasciati scorrere, perduti per sempre in tediose stanze d&#8217;attesa.<br />
Mi sembrano stanze e non sale perché è come se, contigue, le abitassimo, passando da una all&#8217;altra e in ognuna, con le proprie diverse caratteristiche, sperimentassimo uno spaziotempo diverso, fino a giungere a quella particolarissima con montato a parete uno specchio.<br />
L&#8217;obiettivo qui non è più né il tempo né lo spazio ma il decoro, e l&#8217;attesa di me che aspetto si confonde con l&#8217;immagine del mio volto, il mio aspetto.<br />
Tecnicamente è un <em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Omografia_(linguistica)" target="_blank">omografo</a></em>, in questo caso anche <em>omofono </em>(e quindi <em>omonimo</em>, stessa grafia e stesso suono) e nemmeno con un accento questa volta la nostra lingua ci viene in aiuto. In italiano non succede molto spesso e proprio per questo si può provare giocarci nei rari casi in cui ciò accade.<br />
Verrebbe da pensare solo alla faccia, l&#8217;espressione più palese del nostro essere, forse persino più dei gesti e dei pensieri, più addirittura delle nostre azioni; eppure so che c&#8217;è molto di più nell&#8217;interezza della <em>trasmissione </em>di me stesso e così rimango lì, immobile ad aspettarne <em>l&#8217;eco</em>. Che cosa ritorna dopo essere rimbalzato sulla cortina del tutto, dopo il filtro osmotico degli altri? Che cosa trattengono e cosa rimandano al mittente?<br />
C&#8217;è una sorta di fascino implicito nelle persone, qualcosa che si nasconde dietro ciò che noi pensiamo di loro; pur senza conoscerli, diamo (regaliamo, nel caso l&#8217;atteggiamento sia positivo, pensiamo ad esempio al &#8220;mi sta simpatico&#8221;) agli altri un valore a priori: è come se senza sapere chi sei, senza l&#8217;arroganza di averne certezza (questo lo voglio concedere), io creda di conoscerti già.<br />
Se l&#8217;approccio invece non è positivo, si potrebbe facilmente cadere nell&#8217;errore di pensare che questo non sia nient&#8217;altro che il solito &#8220;giudizio&#8221; che viene dato sbrigativamente, o l&#8217;&#8221;etichetta&#8221; con la quale si bolla un comportamento o un semplice modo di essere: questo è vero solo in parte. Potremmo parlare di attenuanti generiche se ci limitassimo a considerare queste ipotesi, la situazione è invece per me ben più grave perché questa presunzione di conoscenza potrebbe essere figlia di un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Relativismo" target="_blank">atteggiamento relativista</a> che è probabilmente uno dei mali più grandi del nostro tempo. Si è particolarmente esposti a questa debolezza se si mantengono atteggiamenti trasparenti, se ci si mostra per quel che si è, se si coltivano relazioni sincere, se si dice la verità. Nella migliore delle ipotesi si rischia di risultare inopportuni o si rimane quantomeno incompresi. Ora non vorrei aver tratteggiato il mondo a tinte più fosche di quelle che andavano magari impiegate, ma sempre di più ci si scontra (sempre che non ci si schianti) o comunque si devono fare i conti con questa realtà; e questo a tutti i livelli, dalle relazioni internazionali ai rapporti più personali e intimi. Ho provato dunque a chiedermi se il problema non fossi per caso io, se il mio autoproclamato e notorio disadattamento fosse alla base di tutta questa percezione. Ebbene mi sono risposto che no, non lo è. Mi auto-assolvo da questa responsabilità e me lo concedo perché so con certezza di non essere relativista. La soluzione però non mi sarebbe sembrata così semplice se non me l&#8217;avessero in qualche modo suggerita: di fronte al relativismo non sembra esistere un atteggiamento risolutivo per definizione, per cui l&#8217;unica alternativa è il relativizzarsi a propria volta, ma a differenza di un atteggiamento integralista, ne propongo uno selettivo, l&#8217;essere cioè relativisti solo ed unicamente con chi lo è già in partenza. Questo comporta comunque una iniziale apertura di credito nei confronti dell&#8217;altro, apertura che sta alla base di qualunque relazione; certo, il credito potrebbe poi andare perduto (qualche rischio andrà pure corso, no?), ma visto che le risorse (di chiunque) non sono indefinitamente disponibili, mi piace affidarmi a quell&#8217;idea fantastica, che esista una particolare combinazione di atomi che si incastrano bene tra di loro, o all&#8217;illusione che me ne deriva da questo. La presunzione di innocenza rimane. Ma in ogni caso non provate a negarmi la verità. Se lo fate, non mi meritate. Ma non ve lo farò vedere, non ve lo farò capire, e se non sarà sufficiente, poco me ne importa.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Da ascoltare:</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.youtube.com/watch?v=UNGozTgUAkI" target="_blank">Love the way you lie (part II) &#8211; Rihanna</a></p>
<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left:40px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.dabe.it/2011/05/23/stanze-dattesa"></g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dabe.it/2011/05/23/stanze-dattesa/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Apologia</title>
		<link>http://www.dabe.it/2011/04/25/apologia</link>
		<comments>http://www.dabe.it/2011/04/25/apologia#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 24 Apr 2011 23:00:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dabe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amici]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dabe.it/?p=555</guid>
		<description><![CDATA[Qual&#8217;è che hai attorno? Quanto di sofferto, voluto e prima desiderato, sognato? Di cosa ti sei circondata? E quale il movimento: ti sei avvicinata o hai tratto? Ciò che rimane è somma. Lunga fila di addendi in spazi vuoti. Non ti stupire allora di questa ulteriore inutilità. Perché a sublimare l&#8217;essenza del dono, che nulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qual&#8217;è che hai attorno?<br />
Quanto di sofferto, voluto<br />
e prima desiderato, sognato?<br />
Di cosa ti sei circondata?<br />
E quale il movimento:<br />
ti sei avvicinata o hai tratto?<br />
Ciò che rimane è somma.<br />
Lunga fila di addendi in spazi vuoti.<br />
Non ti stupire allora<br />
di questa ulteriore inutilità.<br />
Perché a sublimare l&#8217;essenza del dono,<br />
che nulla già vuole a cambio,<br />
cosa si può di più<br />
di ciò che non serve?<br />
Difficile sarebbe: pensato,<br />
forse nemmeno immaginato;<br />
questa sia ricerca,<br />
senza cogliere frutto,<br />
né vendemmia, né raccolto.<br />
Che non si bestemmi il sudore del campo,<br />
si rimanga a versarlo sul pane.<br />
Di questo non ci si mangi,<br />
non ci si campi. A che scopo?<br />
Balsami e lozioni non osano di meglio.<br />
Ma a goderne appieno di una volta.<br />
Anche solo una volta.<br />
Di questa oscena<br />
mancanza di uso.</p>
<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left:40px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.dabe.it/2011/04/25/apologia"></g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dabe.it/2011/04/25/apologia/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il popolo dei vivi</title>
		<link>http://www.dabe.it/2010/12/20/il-popolo-dei-vivi</link>
		<comments>http://www.dabe.it/2010/12/20/il-popolo-dei-vivi#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 20 Dec 2010 17:10:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dabe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amici]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dabe.it/?p=437</guid>
		<description><![CDATA[Qual&#8217;è il percorso, l&#8217;avvicinamento? Nel nostro unico riuscire, nessuno può imparare. Ma che grave e incalcolato, è il ricordo da portare. Si sublima un gesto, un suono, evapora in memoria. A muoverlo, spostano lacrime, addolcire il volto fa il cuore salato. C&#8217;è chi si stringe e chi si allarga, chi scalcia e chi s&#8217;azzoppa. Non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qual&#8217;è il percorso,<br />
l&#8217;avvicinamento?<br />
Nel nostro unico riuscire,<br />
nessuno può imparare.<br />
Ma che grave e incalcolato,<br />
è il ricordo da portare.<br />
Si sublima un gesto, un suono,<br />
evapora in memoria.<br />
A muoverlo, spostano lacrime,<br />
addolcire il volto fa il cuore salato.<br />
C&#8217;è chi si stringe e chi si allarga,<br />
chi scalcia e chi s&#8217;azzoppa.<br />
Non c&#8217;è immunità di quest&#8217;assenza,<br />
condanna tutti senz&#8217;appello.<br />
Per lunghi anni o pochi giorni,<br />
a rimanere senza.<br />
Quel che resta è gli altri,<br />
siamo noi.<br />
Vivi e infranti.</p>
<p style="text-align: center;"><em>Ciao Nic.</em></p>
<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left:40px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.dabe.it/2010/12/20/il-popolo-dei-vivi"></g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dabe.it/2010/12/20/il-popolo-dei-vivi/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Discorso</title>
		<link>http://www.dabe.it/2010/09/12/discorso</link>
		<comments>http://www.dabe.it/2010/09/12/discorso#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 11 Sep 2010 22:01:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dabe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amici]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dabe.it/?p=362</guid>
		<description><![CDATA[Cercherò di essere più ordinato.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Cercherò di essere più ordinato.</p>
<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left:40px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.dabe.it/2010/09/12/discorso"></g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dabe.it/2010/09/12/discorso/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Faqaduck</title>
		<link>http://www.dabe.it/2010/03/10/faqaduck</link>
		<comments>http://www.dabe.it/2010/03/10/faqaduck#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 14:36:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dabe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amici]]></category>
		<category><![CDATA[Internet]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dabe.it/?p=235</guid>
		<description><![CDATA[Faqaduck is devoted to collect news, share Umeat and have discussion. You can get daily happy pills, cultural interests, economy knowledges. You can find whatever you need to satisfy your curiosity. With faqaduck be what you want updating yourself. It is my friend&#8217;s blog. Enjoy it!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="colorbox-235"  src="http://www.faqaduck.com/logo_faq_a_duck.jpg" alt="Faqaduck" /></p>
<p>Faqaduck is devoted to collect news, share Umeat and have discussion. You can get daily happy pills, cultural interests, economy knowledges. You can find whatever you need to satisfy your curiosity. With faqaduck be what you want updating yourself.</p>
<p>It is my friend&#8217;s blog. <a href="http://www.faqaduck.com/" target="_blank">Enjoy it!</a></p>
<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left:40px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.dabe.it/2010/03/10/faqaduck"></g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dabe.it/2010/03/10/faqaduck/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Pioggia</title>
		<link>http://www.dabe.it/2009/09/05/pioggia</link>
		<comments>http://www.dabe.it/2009/09/05/pioggia#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 05 Sep 2009 14:30:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dabe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amici]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dabe.it/?p=184</guid>
		<description><![CDATA[Tra tutte son tante, una goccia nel mare in un giorno qualunque lo sguardo distoglie. Tremava il distacco pur senza radice dal mondo fatato di pesci e conchiglie. Un viaggio ’si breve, varcare la soglia, un passo, uno solo che par non finisce. Eppure là sotto di gocce a milioni la stringono attorno ma è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<table width="387" border="0" cellspacing="0" cellpadding="5">
<tr>
<td width="50%" valign="top"> Tra tutte son tante,<br />
      una goccia nel mare<br />
      in un giorno qualunque<br />
      lo sguardo distoglie.<br />
      Tremava il distacco<br />
      pur senza radice<br />
      dal mondo fatato<br />
      di pesci e conchiglie.<br />
      Un viaggio ’si breve,<br />
      varcare la soglia,<br />
      un passo, uno solo<br />
      che par non finisce.<br />
      Eppure là sotto<br />
      di gocce a milioni<br />
      la stringono attorno<br />
      ma è lei che capisce.<br />
      Che buffo quel balzo<br />
      nel cielo infinito,<br />
      lasciar la tua casa<br />
      per esser dimora.<br />
      Così quel granello<br />
      nel vento rapisci<br />
      per farne una nuvola<br />
      perché non lo è ancora.</td>
<td width="50%" valign="top">
<p>Incontro dell’altro,<br />
      tremendo mistero<br />
      incorpora un seme<br />
      che mangi da sposa.<br />
      Scatena un diluvio<br />
      tempesta di vita<br />
      a nutrire la terra<br />
      di frutti orgogliosa.<br />
      E piove nei campi,<br />
      sui prati, sui fiori<br />
      son lacrime e gioia,<br />
      nel ferro, un anello.<br />
      Mistero l’incontro<br />
      memoria il ricordo<br />
      da qui tutto parte<br />
    è il giorno più bello.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p align="right"><em>A Sara e Gianni</em></p>
</td>
</tr>
</table>
<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left:40px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.dabe.it/2009/09/05/pioggia"></g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dabe.it/2009/09/05/pioggia/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Qua&#124;lun&#124;quì&#124;smo</title>
		<link>http://www.dabe.it/2007/12/03/qualunquismo</link>
		<comments>http://www.dabe.it/2007/12/03/qualunquismo#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 03 Dec 2007 16:27:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dabe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amici]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiero]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.dabe.it/2007/12/03/qualunquismo</guid>
		<description><![CDATA[&#8220;Atteggiamento caratterizzato da una generica sfiducia nelle istituzioni, nei partiti, nei vari soggetti della politica, veduti come distanti, perniciosi o comunque di disturbo, di intralcio, nell&#8217;autonomo perseguimento delle soggettive scelte individuali.&#8221; Una cosa che mi fa letteralmente infuriare è il veder dare alle cose il significato che momentaneamente fa più comodo, in modo da poterlo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div align="justify"><em>&#8220;Atteggiamento caratterizzato da una generica sfiducia nelle istituzioni, nei partiti, nei vari soggetti della politica, veduti come distanti, perniciosi o comunque di disturbo, di intralcio, nell&#8217;autonomo perseguimento delle soggettive scelte individuali.&#8221;</em></p>
<p>Una cosa che mi fa letteralmente infuriare è il veder dare alle cose il significato che momentaneamente fa  più comodo, in modo da poterlo poi cambiare quando più piace.<br />
Una cosa che invece mi contraddistingue (non da tutti, ovviamente) è la volontà di chiamare le cose con il loro nome, senza &#8220;far finta di&#8221; o peggio.<br />
Di questo atteggiamento che è sempre sinonimo di schiettezza, a volte di sfrontatezza (per la quale spesso ho pagato personalmente le conseguenze), vado particolarmente fiero.<br />
Ciò che penso dico, ma non dico mai ciò che non penso.<br />
Forse narcisisticamente mi beo dell&#8217;esser scomodo o più filantropicamente spero, nel costringer l&#8217;uomo a ragionare.<br />
Per quest&#8217;ultimo motivo odio il qualunquismo; ma non per la ragione in sé, bensì per il tecnicismo intrinseco che  impedisce lo sviluppo del pensiero.</p></div>
<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left:40px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.dabe.it/2007/12/03/qualunquismo"></g:plusone></div>]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.dabe.it/2007/12/03/qualunquismo/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

