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	<title>Michele Dabergami Web Site &#187; Libri</title>
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	<description>www.dabe.it - sito personale di Michele Dabergami</description>
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		<title>Che tu sia per me il coltello &#8211; David Grossman</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 17:57:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dabe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Non so se sia un caso ma capita spesso che un libro assomigli alla mia vita; forse per questo motivo è stato così impegnativo da finire. Lettere. L&#8217;esigenza di scrivere. Le emozioni che scuotono. Le persone che squarciano. Una sola risposta: andare. Maledizione, Grossman che ti sei inventato? Perché mi hai costretto a questa fatica? [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="" src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=3&#038;item_id=010e6c6344f624b7bd&#038;time=1261130854" title="Che tu sia per me il coltello - David Grossman" class="alignleft" width="98" height="150" /></p>
<p>Non so se sia un caso ma capita spesso che un libro assomigli alla mia vita; forse per questo motivo è stato così impegnativo da finire.<br />
Lettere.<br />
L&#8217;esigenza di scrivere.<br />
Le emozioni che scuotono.<br />
Le persone che squarciano.<br />
Una sola risposta: andare.<br />
Maledizione, Grossman che ti sei inventato?<br />
Perché mi hai costretto a questa fatica? </p>
<p><br/><br />
<i></p>
<p>Un pensiero che non mi concede tregua: cos&#8217;è avvenuto realmente in quel primo momento? E se non avessi sorriso in quel modo? E se non mi fossi stretta nelle braccia?</p>
<p>Pensare che ho affascinato qualcuno in questo modo, senza fare alcuno sforzo.</p>
<p>Quel che gli ho dato, quel che gli ha parlato da dentro di me, quel che l&#8217;ha rigenerato, senza che io potessi saperlo, questa cosa che è dentro di me&#8230;</p>
<p>Lo so che esiste. Esisteva già prima di quello sguardo. Esiste ora, anche se non c&#8217;è nessuno che la guarda. È la parte buona di me. È impossibile distruggerla e, grazie a lei, neanch&#8217;io posso essere distrutta.</p>
<p>Se solo potessi darla anche a me stessa.</p>
<p>Farla sgorgare.</p>
<p></i></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Suttree &#8211; Cormac McCarthy</title>
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		<pubDate>Mon, 03 May 2010 15:27:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dabe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[È uno dei testi più difficili che abbia mai affrontato. È una storia a margine, Suttree, una storia di sopravvivenza, di sbando, di declino, di tragedie, di reietti. Affrescata da un McCarthy strabordante, eccessivo, ostico. Non c&#8217;è redenzione sulla strada degli ultimi, solo un inciampo; per i più fiacchi una resa, per gli scaltri la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="alignleft" style="border:none" title="Suttree" href="http://www.anobii.com/dabe/books"><img  style="padding: 5px;" title="Suttree" src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;item_id=01bdc95c90d34ad3b4&amp;time=1256728356" alt="More about Suttree" width="93" height="146" /></a>
<p style="text-align: justify;">È uno dei testi più difficili che abbia mai affrontato.<br />
È una storia a margine, Suttree, una storia di sopravvivenza, di sbando, di declino, di tragedie, di reietti. Affrescata da un McCarthy strabordante, eccessivo, ostico.<br />
Non c&#8217;è redenzione sulla strada degli ultimi, solo un inciampo; per i più fiacchi una resa, per gli scaltri la fuga.<br />&nbsp;<br />
<em>In una notte tumultuosa se ne andò per i meleti bui lungo il fiume mentre si scatenava un temporale e i lampi svelavano lui e il suo sacco vuoto. Gli alberi tutt&#8217;intorno si impennavano nel vento come cavalli e i frutti si schiantavano al suolo in un concitato scalpitio di zoccoli.<br />
In piedi tra le foglie urlanti Suttree invocava il fulmine. Che scoppiò e tuonò e lui indicò il proprio cuore ottenebrato e lo supplicò per un po&#8217; di luce. Sempre che esista qualche potere negli elementi della terra. Sennò riduci queste ossa in cenere. Se lo puoi, se lo puoi. Un cencio bruciato sotto la pioggia.<br />
Si sedette contro un albero e guardò il temporale spostarsi sopra la città. Sono forse un mostro, ci sono dei mostri dentro di me?</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il resto è Anima</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 15:20:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dabe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiero]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Accà nisciuno nasce imparato&#8221; recita un detto napoletano che ri-conosco più per la sua musicalità che per averlo udito, perché della terra Campana in tanti mi hanno raccontato ma mai vi ho premuto contro il calcagno. Non credo ci si possa mai sentire all&#8217;altezza della situazione che la vita ci pone dinnanzi. Qualunque essa sia. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">&#8220;Accà nisciuno nasce imparato&#8221; recita un detto napoletano che ri-conosco più per la sua musicalità che per averlo udito, perché della terra Campana in tanti mi hanno raccontato ma mai vi ho premuto contro il calcagno.<br />
Non credo ci si possa mai sentire all&#8217;altezza della situazione che la vita ci pone dinnanzi. Qualunque essa sia. Mi posso preparare, mi posso accostare al dolore e alla sofferenza, alla paura e di contro anche alla felicità e alla gioia in generale; ben diversa è l&#8217;anima quando queste scavano profondi solchi dentro la mia esistenza. Non c&#8217;è scuola né palestra che mi possa preparare, non esiste l&#8217;elisir dell&#8217;esperire.<br />
Tempo fa incontrai un noto cantautore italiano, un&#8217;incontro privato poco prima di un concerto con un gruppo di amici. Mi colpì negativamente una sua affermazione: sosteneva che l&#8217;esibizione, in qualche modo l&#8217;arte stessa, fosse frutto al cinque percento dell&#8217;ispirazione e al novantacinque percento della &#8220;traspirazione&#8221; intesa come sudorazione a fronte dell&#8217;esercizio, dell&#8217;impegno.<br />
Ci rimasi male, avevo sempre pensato che l&#8217;artista fosse una sorta di genio, qualcosa di inarrivabile, di geneticamente impossibile.<br />
Anche oggi la penso allo stesso modo, ho un po&#8217; mitigato il giudizio severo che avevo dato di quella affermazione ma il concetto di fondo rimane lo stesso: puoi esercitarti quanto vuoi ma non diventerai mai un genio, potrai innalzarti al di sopra degli altri, addirittura fin sopra a tutti ma resterai ciò che sei non ciò che fai.<br />
Mi posso esercitare quanto voglio per fare qualcosa ma se dentro sono diverso non sarà mai la mia vita. Se sono un duro e ho le palle riuscirò lo stesso, e magari anche bene, chi lo sa, ma non sarò me stesso, sarò ciò che faccio.<br />
Poi ci sono le persone illuminate (a proposito di ciò, ti obbligo a leggere &#8220;Ogni cosa è illuminata&#8221; di Jonathan Safran Foer) che fanno ciò che sono o che fanno di tutto per fare ciò che sono. La maggior parte delle persone temo si adatti allo status quo dell&#8217;evoluzione sociale della loro esistenza: per un qualche motivo hanno iniziato un percorso e non se la sentono di ricominciare o tornare indietro. E questo vale ovviamente in tutti gli ambiti, dei quali quello lavorativo non è neanche lontanamente tra i primi.<br />
Poi ci sono le persone come me che si arrabattano, si rivoltano, non han voglia, non capiscono. Una specie di fallito disadattato. E in quest&#8217;ansia, non sarò riuscito, ma almeno mi sento vivo.<br />
In tutto questo marasma poi ci trovi un&#8217;altra razza superiore, gli &#8220;elevati&#8221;.<br />
E anche in questo la trasudazione, caro il mio autore, non centra un bel niente.<br />
Elevarsi è la capacità di qualche eletto, di cogliere la vita da angolazioni diverse da quella frontale; l&#8217;inquadratura si allarga ai margini, ai soggetti fuori fuoco, alle comparse. Si da un&#8217;interpretazione diversa alla scena, si comprende meglio il significato principale. Come se la vita andasse in scena dietro una macchina da presa: quante parti ci sembrano ininfluenti o inutili? Eppure sono li,  sono in campo e a volte hanno solo bisogno di una cornice, di un ri-quadro.<br />
L&#8217;evento drammatico è una scossa alla telecamera che per qualche attimo si perde il soggetto principale e inquadra a casaccio pezzi di scena o una scena a pezzi.<br />
È li che bisogna avvicinarsi al soggetto perché da lontano commetteremmo solo un errore di parallasse e rischieremmo di veder scivolare un tratto breve in un&#8217;ombra lunga.<br />
È l&#8217;esperienza della vita l&#8217;esercizio, è la fatica del quotidiano la trasudazione, il resto non è ispirazione, è anima.</p>
<p style="text-align: justify;">Anima</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
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		<title>Caos Calmo &#8211; Il film</title>
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		<pubDate>Sat, 02 Feb 2008 13:25:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dabe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cinema]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Al cinema dal primo all&#8217;otto febbraio la trasposizione cinematografica del romanzo di Sandro Veronesi con Isabella Ferrari, Nanni Moretti, Alessandro Gassman,&#160; Valeria Golino e Silvio Orlando. Cast d&#8217;eccezione sotto la direzione di Antonio Grimaldi. Si dice sempre meglio il libro&#8230; vi far&#242; sapere!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img width="300" height="200" src="http://www.dabe.it/wp-content/uploads/20080201_caoscalmo1.jpg" /><br />
Al cinema dal primo all&#8217;otto febbraio la trasposizione cinematografica del romanzo di Sandro Veronesi con Isabella Ferrari, Nanni Moretti, Alessandro Gassman,&nbsp; Valeria Golino e Silvio Orlando.<br />
Cast d&#8217;eccezione sotto la direzione di Antonio Grimaldi.</p>
<p style="text-align: justify;">Si dice sempre meglio il libro&#8230; vi far&ograve; sapere!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>aNobii</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Feb 2008 16:22:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dabe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Like you can see in the bottom left widget, I've mapped my bookshelf to aNoobi: a nice readers community made to share opinions and thoughts on books. To view my whole collection: http://www.anobii.com/people/dabe/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">
<input width="95" type="image" height="15" src="http://www.dabe.it/wp-content/uploads/image/logo_small.gif" /></p>
<p>Come potete vedere dal widget in basso a sinistra ho caricato la mia (scarsa) biblioteca su aNobii: una comunit&agrave; di lettori nata per condividere idee e opinioni sui libri.</p>
<p>Per vedere la mia collezione completa: <a href="http://www.anobii.com/people/dabe/" target="_blank">www.anobii.com/people/dabe/</a></p>
<p>&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Paolo Colagrande, Fìdeg</title>
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		<pubDate>Sat, 05 Jan 2008 16:25:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dabe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è per tutti questo piacentinissimo e un po&#8217; ubertoso romanzo aperto. Non è per il lettore critico, che non troverebbe mai una fine né apprezzerebbe certo righi e righi oziosi e ripetitivi a descrivere un concetto. Non è per chi ha difficoltà linguistiche, per il lessico importante, a volte ardito (incomprensibile?). È per chi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.dabe.it/wp-content/uploads/2008/01/fideg.jpg" alt="Fìdeg" /></p>
<p align="justify">Non è per tutti questo piacentinissimo e un po&#8217; ubertoso romanzo aperto. Non è per il lettore critico, che non troverebbe mai una fine né apprezzerebbe certo righi e righi oziosi e ripetitivi a descrivere un concetto. Non è per chi ha difficoltà linguistiche, per il lessico importante, a volte ardito (incomprensibile?). È per chi, a cominciare dal lettore semantico (d&#8217;altronde lo dice l&#8217;autore stesso) per arrivare a tutti i piacentini, ama ridere (anche di se stesso) e fare un po&#8217; di sana autocritica.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Simone Moro, Cometa sull&#8217;Annapurna</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Nov 2007 10:09:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dabe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Montagna]]></category>

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		<description><![CDATA[Simone Moro &#232; il pi&#249; forte alpinista d&#8217;alta quota Italiano; &#232; uno dei pochi (una dozzina in tutto il mondo) che ha fatto dell&#8217;alpinismo una professione e vive di quello. &#200; una persona solare, affascinante, diverso da come me l&#8217;aspettavo. Pensavo fosse sempre a caccia di sponsor e, con loro, di imprese e scalate che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img alt="Cometa sull&rsquo;Annapurna" src="http://www.dabe.it/wp-content/uploads/2007/11/annap.jpg" /></p>
<div>Simone Moro &egrave; il pi&ugrave; forte alpinista d&#8217;alta quota Italiano; &egrave; uno dei pochi (una dozzina in tutto il mondo) che ha fatto dell&#8217;alpinismo una professione e vive di quello. &Egrave; una persona solare, affascinante, diverso da come me l&#8217;aspettavo. Pensavo fosse sempre a caccia di sponsor e, con loro, di imprese e scalate che ne giustificassero l&#8217;impegno. Invece ho scoperto un ragazzo semplice e un forte alpinista, le salite che fa non gliele impongono gli sponsor, ma &egrave; talmente matto che se le inventa lui. In questo libro descrive la tragedia dove persero la vita un fortissimo alpinista e suo pi&ugrave; grande amico, <a target="_blank" title="Boukreev" href="http://http://en.wikipedia.org/wiki/Anatoli_Boukreev">Anatolij Boukreev</a> e un altro compagno, Dimitri Sobolev alpinista e cineoperatore, mentre lui sopravvisse miracolosamente ad una valanga e ad un volo di 800m. L&#8217;ho letto in tre giorni, scivola via facile, leggero; non &egrave; drammatico, &egrave; reale. Bravo Simone.</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Ian Mc Ewan, Espiazione</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Oct 2007 18:40:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dabe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Parte duro, difficile. Stanca, anzi no, annoia proprio. Per certi versi, in questo, mi ricorda &#8220;La famiglia Winshaw&#8221; di Jonathan Coe. Ma qui si ritrovano panorami troppo ampi, giri e rigiri della storia vista dagli occhi dei tre protagonisti e una intensa, infinita, quasi odiosa descrizione della scena. Eppure il testo si muove, sempre impastato, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.dabe.it/wp-content/uploads/2007/10/espiazione.jpg" alt="Espiazione" /></p>
<div align="justify">Parte duro, difficile. Stanca, anzi no, annoia proprio.<br />
Per certi versi, in questo, mi ricorda &#8220;La famiglia Winshaw&#8221; di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Jonathan_Coe" target="_blank">Jonathan Coe</a>.<br />
Ma qui si ritrovano panorami troppo ampi, giri e rigiri della storia vista dagli occhi dei tre protagonisti e una intensa, infinita, quasi odiosa descrizione della scena.<br />
Eppure il testo si muove, sempre impastato, verso la forma piena; prende corpo un poco alla volta in una narrazione ricca e vigorosa, fino eccessiva. Si lascia perfino inutire in qualche breve passo e, ad un tratto&#8230; esplode.<br />
E cento pagine si leggono in un fiato, saltando le righe.<br />
Poi si va per una diversa strada letteraria verso una lunga, inaudita e ingloriosa espiazione.<br />
Impossibile.</div>
<div>Ma non ci interessa perché il romanzo rinasce e svela tutto di sé.</div>
]]></content:encoded>
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		<title>Caos Calmo</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Sep 2007 12:18:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dabe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[Non è il dolore che riesce a farci crescere, sono le persone che ci stanno accanto che lo fanno. Misteriosamente o apertamente, questo non importa; ed è inutile far finta di nulla o peggio opporvisi: succederà. Dà la sensazione di deludere questo Strega 2006 ad un certo punto. E scade anche, in un breve tratto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.dabe.it/wp-content/uploads/2007/09/caoscalmo.jpg" alt="caoscalmo.jpg" /></p>
<p align="justify">Non è il dolore che riesce a farci crescere, sono le persone che ci stanno accanto che lo fanno. Misteriosamente o apertamente, questo non importa; ed è inutile far finta di nulla o peggio opporvisi: succederà.<br />
Dà la sensazione di deludere questo <em>Strega 2006</em> ad un certo punto. E scade anche, in un breve tratto di inutile volgarità. A dirla tutta non risorge nemmeno più, ma non importa, perché il senso vero delle cose, il messaggio profondo, il libro l&#8217;ha già dato e in un certo senso continua a darlo. Come una fumata d&#8217;oppio.<br />
Grazie Chiara.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Kurt Vonnegut &#8211; Mattatoio n.5</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jul 2007 12:32:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dabe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; L&#8217;orrore della guerra si ritrova nella descrizione che Kurt Vonnegut fa del bombardamento di Dresda (probabilmente il pi&#249; grande massacro della storia moderna) durante la seconda guerra mondiale. La storia &#232; autobiografica e realmente vissuta da V. stesso in prima persona. Come per un altro genio della letteratura, Imre Kert&#233;sz in Essere senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img align="top" src="http://www.dabe.it/wp-content/uploads/2007/07/vonnegut.jpg" alt="" />&nbsp; <img align="top" alt="" src="http://www.dabe.it/wp-content/uploads/2007/07/kertesz.jpg" />&nbsp; <img align="top" src="http://www.dabe.it/wp-content/uploads/2007/07/benigni.jpg" alt="" /></p>
<p align="justify">L&#8217;orrore della guerra si ritrova nella descrizione che Kurt Vonnegut fa del bombardamento di Dresda (probabilmente il pi&ugrave; grande massacro della storia moderna) durante la seconda guerra mondiale. La storia &egrave; autobiografica e realmente vissuta da V. stesso in prima persona.<br />
Come per un altro genio della letteratura, Imre Kert&eacute;sz in <em>Essere senza Destino</em>, la guerra &egrave; respinta dalla mente umana e viene dissacrata, scherzata, irrisa. Si raccontano cos&igrave; storie di dischi volanti o di banchetti tra i campi di prigionia, in un mondo irreale che l&#8217;uomo tenta in tutti i modi di non vivere. L&#8217;opera di Vonnegut e di Kert&eacute;sz (o di Benigni ne <em>La vita &egrave; bella</em>) ci raccontano che anche l&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Homo_homini_lupus">homo homini lupus</a> portato dentro l&#8217;orrore della guerra, la scopre totalmente altra da s&eacute;.</p>
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