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	<title>Michele Dabergami Web Site &#187; Musica</title>
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	<description>www.dabe.it - sito personale di Michele Dabergami</description>
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		<title>Le parole che vorrei trovarti</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Sep 2011 21:59:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dabe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Amici]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
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		<description><![CDATA[Distanza breve, un attimo quello che impatta è mare su scoglio. Accosto. Ascolto il voltarsi dell&#8217;onda, lo scroscio impetuoso è uno scoppio riempie di suono e distrugge. Al prossimo tuffo mi chiudo gli orecchi e attonito osservo uno scambio di amore è immobile il sasso, non cambia di un niente milioni, migliaia, di anni lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Distanza breve, un attimo<br />
quello che impatta è mare su scoglio.<br />
Accosto.<br />
Ascolto il voltarsi dell&#8217;onda,<br />
lo scroscio impetuoso è uno scoppio<br />
riempie di suono e distrugge.<br />
Al prossimo tuffo mi chiudo gli orecchi<br />
e attonito osservo uno scambio di amore<br />
è immobile il sasso, non cambia di un niente<br />
milioni, migliaia, di anni lo aspetta<br />
quel bacio di acqua lo scioglie perfetto.<br />
Ripongo lo sguardo puntandolo al cielo<br />
e subito un brivido chiama la pelle<br />
per tutte le gocce che il muscolo accende;<br />
se scivola piano, una lacrima finge.<br />
Dell&#8217;acqua sul viso, rimane il salato<br />
in punta di labbra lo trovo baciarmi<br />
e l&#8217;odore del sole mi ferma il respiro.<br />
Il confine terracqua mi parla &#8216;sí chiaro<br />
comunque lo legga mi dice del tutto<br />
che ogni mio senso non può che capire;<br />
di stessa natura, in sé tumultuosa<br />
ti spezza le reni o ti inorgoglisce.<br />
Su questo equilibrio è il blu che mi insegna<br />
imparo che anch&#8217;io trasporto un confine<br />
il dentro di me coll&#8217;altro da me.<br />
È proprio dal bordo di questa frontiera<br />
che transita il peso di questa fatica<br />
iniqua dogana che toglie valore<br />
a quello che sono, che voglio e che sento.<br />
Di cuore di carne, di sangue riempito<br />
ma a muover parole non sempre capace,<br />
non c&#8217;è scorciatoia né qui contrabbando<br />
attendilo, impegna o datti da fare:<br />
capiscilo tu<br />
questo frastuono di luce<br />
quel che non so dire.<br />
Ascoltami.<br />
Come una musica.<br />
<br />&nbsp;</p>
<p>Puoi nel frattempo ascoltare questo:<br />
<a href="http://www.youtube.com/watch?v=_Zj55gaAgM4" title="Sigur Ros - Agaetis Byrjun" target="_blank">Sigur Ros &#8211; Agaetis Byrjun</a><br />
<br />&nbsp;</p>
<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left:40px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.dabe.it/2011/09/19/le-parole-che-vorrei-trovarti"></g:plusone></div>]]></content:encoded>
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		<title>Chiedere</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 18:21:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dabe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiero]]></category>

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		<description><![CDATA[Una delle regole principali dell&#8217;improvvisazione teatrale è quella del cercare di non porre troppe domande a chi è in scena con te. Almeno inizialmente bisogna cercare di presentarsi, di contestualizzare il personaggio: dire chi sei, cosa stai facendo, trovare un legame che ti relaziona all&#8217;altro. La domanda infatti inquadra la situazione sulla base della ignota [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Una delle regole principali dell&#8217;improvvisazione teatrale è quella del cercare di non porre troppe domande a chi è in scena con te. Almeno inizialmente bisogna cercare di presentarsi, di contestualizzare il personaggio: dire chi sei, cosa stai facendo, trovare un legame che ti relaziona all&#8217;altro.<br />
La domanda infatti inquadra la situazione sulla base della ignota risposta dell&#8217;altro.<br />
La risposta è cioè un&#8217;entità incognita (<em>non conosciuta</em>) in partenza.<br />
Questo è vero praticamente sempre.<br />
Spreco però un avverbio (<em>praticamente</em>) perché purtroppo non sempre l&#8217;interrogativo che andiamo a porre è limpido: dovremmo cioè valutare meglio l&#8217;aspettativa che abbiamo nei confronti della possibile risposta: che cosa attendiamo, che cosa immaginiamo o addirittura già sappiamo della possibile reazione? La questione in sé dovrebbe porci in prossimità di una posizione ignota, oscura; se invece intuiamo o percepiamo la direzione di uscita, o ancor più, interroghiamo l&#8217;altro solo per riaffermare le nostre convinzioni (<em>domanda retorica</em>), partiamo invece da un punto ben affermato e solido.<br />
Un ulteriore dubbio può essere espresso, inoltre, dal valore che assegniamo alla possibile risposta: quanto ce ne importa se è positiva, negativa o neutra? È determinante? Ci cambia davvero la vita?<br />
L&#8217;insodabilità della risposta è, credo, garanzia della genuinità della domanda, di fronte alla quale, almeno un minimo bisognerebbe esitare, se non addirittura tremare.<br />
Chi, completamente (e qui l&#8217;avverbio ci sta bene) inconscio delle possibili conseguenze, ci pone di fronte ad una così ardua scelta? Poiché, e di questo ne siamo ben consci (noi, invece), tra le possibili alternative ce ne saranno alcune più o meno gradite, ma per certo pure altre piuttosto sgradite, infauste o addirittura tragiche.<br />
Il percorso di avvicinamento a questo bivio mortale è allora un possibile strumento di valutazione del questuante, anche se l&#8217;analisi può rivelarsi piuttosto intricata. Capita infatti che sia il percorso stesso a generare una domanda implicita, senza che questa venga espressamente formulata. E c&#8217;è un&#8217;ulteriore complicazione: questa, da dove nasce? È l&#8217;uno che percepisce il sorgere di una richiesta o l&#8217;altro che involontariamente la pone?<br />
A questo livello cerco di sempre di vederci chiaro, non mi piace lasciare in sospeso qualcosa di non detto, anche a costo di cadere dalle nuvole, di millantare, di realizzare apocalittiche figure di merda.<br />
Ci sono per me però due rigide eccezioni (e mi accorgo di essere molto severo in questo), la prima è la chiarezza dell&#8217;esposizione e la completezza della trattazione: se qualcosa è totalmente definito, descritto con parole semplici e brevi, con calma e con affetto, perseverare è facoltà, il più delle volte, inutile. Quantomeno nell&#8217;immediato; perché si sa, la natura è volubile.<br />
La seconda è la provata inesistenza della risposta in presenza di una rilevante importanza data alla domanda: in questo non ci sono regole precise, solo con l&#8217;esperienza si capisce quando il chiedere è infine superfluo; di fronte cioè al palese manifestarsi di un&#8217;attesa, non corrisponde nessun interesse nel figurare una qualunque aspettativa e non si sfiora nemmeno l&#8217;idea, che all&#8217;altro potrebbe interessare quello che si potrebbe dedurre se solo ci si pensasse un istante.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Colonna sonora di questo brano:<br />
<a title="Blowing In The Wind" href="http://www.youtube.com/watch?v=jgFz3tZYg-M" target="_blank">Bob Dylan &#8211; Blowing In The Wind</a></p>
<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left:40px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.dabe.it/2011/02/21/chiedere"></g:plusone></div>]]></content:encoded>
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		<title>Movimenti immaginari</title>
		<link>http://www.dabe.it/2011/01/25/movimenti-immaginari</link>
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		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 19:31:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dabe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiero]]></category>

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		<description><![CDATA[Non ho certezza di questa cosa ma un forte dubbio che io non ti interessi per niente. Non voglio neanche evitare di prendere in considerazione l&#8217;idea che tu possa essere una persona molto timida. Tutto questo unito al fatto che potrei esserlo pure io mi porterà tra poco a fare una grandissima figura di merda. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Non ho certezza di questa cosa ma un forte dubbio che io non ti interessi per niente.<br />
Non voglio neanche evitare di prendere in considerazione<br />
l&#8217;idea che tu possa essere una persona molto timida.<br />
Tutto questo unito al fatto che potrei esserlo pure io<br />
mi porterà tra poco a fare una grandissima figura di merda.<br />
Per cui&#8230;<br />
Nel caso, intendo&#8230;<br />
Va beh, stammi bene.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;"><em>Ora vorrei che per qualche secondo ci si sforzasse di rileggere consapevolmente (cioè con la consapevolezza del ruolo di se stessi nella vicenda, ruolo con cui si sono appena appunto lette queste righe), con gli occhi dell&#8217;altro protagonista. Ci si allinei quindi alla sua traiettoria ottica (qualunque delle due essa sia), ci si abitui per un attimo alla rotazione della prospettiva, alla variazione degli assi, al disorientamento, all&#8217;affanno.<br />
</em><em> </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>Se riuscite ad immaginarlo siete bravi, complimenti.<br />
Se lo fate abitualmente, siete adorabili.<br />
Se non ci provate nemmeno, invece, siete degli stronzi.<br />
Barattate possibili figure di merda con più che certe esistenze mediocri.<br />
Contenti voi.</em></p>
<p>&nbsp;<br />
Colonna sonora di questo brano:<br />
<a title="Ask" href="http://www.youtube.com/watch?v=gMY4W0l4peY" target="_blank"> The Smiths &#8211; Ask</a><br />
&nbsp;<br /></p>
<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left:40px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.dabe.it/2011/01/25/movimenti-immaginari"></g:plusone></div>]]></content:encoded>
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		<title>Sono quel che sono</title>
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		<pubDate>Thu, 20 Jan 2011 17:58:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dabe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiero]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando voglio esprimere un concetto o un&#8217;idea cerco di documentarmi, sfoglio pagine e pagine di riferimenti, cerco di capire il significato delle parole e dei testi. Se però mi trovo di fronte ad una sensazione, uno stile o un&#8217;emozione, può succedere che tanto affanno nella ricerca non solo non risulti utile alla comprensione ma porti addirittura fuori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Quando voglio esprimere un concetto o un&#8217;idea cerco di documentarmi, sfoglio pagine e pagine di riferimenti, cerco di capire il significato delle parole e dei testi. Se però mi trovo di fronte ad una sensazione, uno stile o un&#8217;emozione, può succedere che tanto affanno nella ricerca non solo non risulti utile alla comprensione ma porti addirittura fuori strada. Così il mio movimento è quello della separazione. Divincolarmi da ciò che sono per darmi un&#8217;occhiata dall&#8217;esterno è uno dei processi più delicati che mi sia mai trovato ad affrontare. Il rischio è quello di cedere all&#8217;interpretazione più generica che gli altri hanno di me.<br />
- Qui devo fermarmi un momento -<br />
Che senso può avere per me stesso cercare di vedere questa immagine di me che hanno gli altri? E ancora di più, come questo potrebbe aiutarmi a migliorare la mia stessa esistenza e soprattutto in funzione di cosa?<br />
Manca in effetti un presupposto di per sé scontato, certo, ma non trascurabile: viviamo immersi negli altri. Di questo dobbiamo ringraziare prima di tutto la natura stessa dell&#8217;uomo (non intendo qui abbracciare l&#8217;ambito religioso, mi limito quindi genericamente a parlare di &#8220;natura&#8221;) che ci vede da sempre non in grado di auto-replicarci. Per qualche motivo siamo quindi da sempre alla ricerca di un compagno con il quale riprodurci. La scoperta dell&#8217;altro nega da principio la condizione di solitudine. (cfr. Erri de Luca &#8220;<a title="Il contrario di uno" href="http://www.anobii.com/books/Il_contrario_di_uno/9788807016387/01bc906e661cf8a372/" target="_blank">Il contrario di uno</a>&#8220;) Su questo meccanismo bio-obbligato si è sviluppata nei millenni e più intensamente negli ultimi secoli la tessitura di una realtà multi relazionale che i moderni chiamano &#8220;società&#8221;. Le regole di creazione prima, ed esistenza poi, di questa condizione sono state dettate nel tempo e in varie parti del mondo da uomini più o meno saggi, il che comporta oggi uno squilibrio globale difficilmente ripianabile. Senza voler indagare per il momento queste diversità, non posso negare che esistano per tutti delle &#8220;regole&#8221; di comunanza civile; alcune di queste sono state facilmente dettagliate in canoni, come diritti e doveri, altre possono essere più facilmente ricondotte ad una interpretazione principalmente etica del contesto: <em>comportati bene, trovati un lavoro, non fare tardi la sera, spòsati, ecc.</em> Mentre per le prime non ci può essere un facile fraintendimento: un diritto o lo si può esercitare oppure è negato, un dovere non rispettato è sempre un reato, per le seconde non è altrettanto garantita la stessa universalità, c&#8217;è anzi la possibilità che si scada (tutti insieme) in una lettura troppo rispettosa dei modelli e delle consuetudini sociali dominanti; una di quelle quelle che mi sta più stretta è quella che io chiamo &#8220;la cultura del fare&#8221;: l&#8217;anteporre il risultato concreto, l&#8217;ottenimento di un obiettivo a discapito della propria indole o inclinazione e ancora di più il tentare prima di tutto di essere identificati per quello che si fa o che si è fatto al posto di ciò che si è. Questa deriva dell&#8217;interpretazione etica molto comune in questi giorni richiede la costruzione di presupposti di base senza i quali non ci si può considerare <em>sani </em>o <em>normali</em>. Un lavoro stabile, una relazione stabile, una casa, sono mattoni essenziali di questo meta-linguaggio esistenziale che parla spesso per frasi fatte e per queste ultime è disposto ad ipotecare la vita tutta. Poi magari il lavoro si perde, la relazione impoverisce, la rata del mutuo aumenta e ci si ritrova così in un dramma imprevisto e incalcolabile.<br />
Non è però per questo che  mi astraggo da me stesso per scrutarmi dall&#8217;esterno: non per essere preparato al peggio, per cautelarmi in caso di disgrazia, anche perché è ben poco quel che posso fare in questo caso (cfr. <a title="Il resto è Anima" href="http://www.dabe.it/2009/03/03/il-resto-e-anima" target="_blank">Il resto è Anima</a>) ma piuttosto per l&#8217;analisi del contorno, per scansare la costruzione di quelle premesse, crollate le quali non sarei più in grado di rialzarmi.<br />
Mi capita a volte di invidiare tutti quelli che hanno una grossa scatola ripiena delle loro certezze ben archiviate, catalogate e riposte in un luogo sicuro: per la stabilità che questo gli dona, per l&#8217;inamovibilità di certe posizioni che sanno di avere senza alcun minimo equivoco, per la loro indubitabile visione del domani; nonostante questo però non sono in grado di assestarmi su una posizione definitiva, dare di me stesso un giudizio conclusivo, sentirmi arrivato. Per questo mi metto in discussione, mi esamino, mi interrogo, poi non riesco, sbando e mi schianto, sono inquieto e a volte non ci dormo la notte, però mi sento vivo.<br />
È così che sono.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Colonna sonora di questo brano:<br />
<a title="Senza titolo" href="http://www.youtube.com/user/micdabe?feature=mhum#p/a/f/1/soJEd0f9_lo" target="_blank"> Mercanti di liquore &#8211; Senza titolo</a><br />
<a title="L'avvelenata" href="http://www.youtube.com/user/micdabe?feature=mhum#p/a/f/0/xY_kZEUvyA0http://" target="_blank"> Francesco Guccini &#8211; L&#8217;avvelenata</a></p>
<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left:40px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.dabe.it/2011/01/20/sono-quel-che-sono"></g:plusone></div>]]></content:encoded>
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		<title>Richard Wright</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Sep 2008 12:55:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dabe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Goodbye.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-104 colorbox-102" title="s5660597307_8658" src="http://www.dabe.it/wp-content/uploads/2008/09/s5660597307_8658.jpg" alt="" width="100" height="100" /> Goodbye.</p>
<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left:40px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.dabe.it/2008/09/16/richard-wright"></g:plusone></div>]]></content:encoded>
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		<title>Ancora Radiohead</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Jul 2008 13:49:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dabe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il clamoroso successo di ascolta e paga quello che vuoi, i Radiohead sono tornati con un iniziativa avvenieristica: hanno girato (parola grossa, visto che non sono state utilizzate videocamere né cineprese) il primo video in realtà virtualizzata di cui io sia a conoscenza. Dopo Second Life, un nuovo passo verso The Matrix? http://code.google.com/creative/radiohead/]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="colorbox-99"  src="http://code.google.com/creative/radiohead/images/rh_title_lg.png" alt="" width="392" height="167" /></p>
<p style="text-align: justify;">Dopo il clamoroso successo di <a href="http://www.dabe.it/2007/10/02/radiohead-in-rainbows">ascolta e paga quello che vuoi</a>, i Radiohead sono tornati con un iniziativa avvenieristica: hanno girato (parola grossa, visto che non sono state utilizzate videocamere né cineprese) il primo video in realtà virtualizzata di cui io sia a conoscenza.<br />
Dopo Second Life, un nuovo passo verso The Matrix?</p>
<p><a href="http://code.google.com/creative/radiohead/">http://code.google.com/creative/radiohead/</a></p>
<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left:40px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.dabe.it/2008/07/17/ancora-radiohead"></g:plusone></div>]]></content:encoded>
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		<title>Musica Legale</title>
		<link>http://www.dabe.it/2008/05/15/musica-legale</link>
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		<pubDate>Thu, 15 May 2008 10:55:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dabe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo il clamoroso evento della pubblicazione dell&#8217;album dei Radiohead del quale potete leggere qui, qualcosa si muove nel mondo delle major discografiche per una fruizione più semplice (e meno onerosa) del contenuto artistico-musicale. Un esempio è il nuovo singolo dei Coldplay: &#8220;Violet Hill&#8221; che è rimasto liberamente scaricabile dall&#8217;home page del loro sito per una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dopo il clamoroso evento della pubblicazione dell&#8217;album dei Radiohead del quale potete leggere <a title="Radiohead, In Rainbows" href="http://www.dabe.it/2007/10/02/radiohead-in-rainbows">qui</a>, qualcosa si muove nel mondo delle major discografiche per una fruizione più semplice (e meno onerosa) del contenuto artistico-musicale.<br />
Un esempio è il nuovo singolo dei Coldplay: &#8220;Violet Hill&#8221; che è rimasto liberamente scaricabile dall&#8217;home page del loro sito per una settimana.<br />
Ancora più interessante il progetto di Nokia che punta a vendere telefonini con incluso nel prezzo un anno intero di download gratuiti di contenuto musicale.</p>
<p style="text-align: justify;">Riporto un estratto dal comunicato stampa:</p>
<div class="hugin" style="text-align: justify;"><em><strong class="hugin">Nokia unveils &#8220;Comes With Music&#8221;</strong></em></div>
<div class="hugin" style="text-align: justify;"><em>During the event the company announced Nokia Comes With Music, a revolutionary program that enables people to buy a Nokia device with a year of unlimited access to millions of tracks from a range of great artists &#8211; past, present and future. Once the year is complete, customers can keep all their music without having to worry about it disappearing when their subscription is over.</em></div>
<div class="hugin" style="text-align: justify;"><em> </em></div>
<div class="hugin" style="text-align: justify;"><em>&#8220;We set out to create the music experience that people are telling us they are looking for &#8211; all the music they want in the form of unlimited downloads to their mobile device and PC,&#8221; said Anssi Vanjoki, Executive Vice President and General Manager, Multimedia, Nokia. &#8220;Even if you listened to music 24 hours a day, seven days a week, you would still only scratch the surface of the music that we&#8217;re making available. Comes with Music fulfils our dream to give consumers all the music they want, wherever they want it, while rewarding the artists who create it.&#8221;</em></div>
<div class="hugin" style="text-align: justify;"><em> </em></div>
<div class="hugin" style="text-align: justify;"><em>The program will launch with Universal Music Group International, and Nokia is in discussion with the remaining major international labels.</em></div>
<p style="text-align: justify;">
<div name="googleone_share_1" style="position:relative;z-index:5;float: right; margin-left:40px;"><g:plusone size="medium" count="1" href="http://www.dabe.it/2008/05/15/musica-legale"></g:plusone></div>]]></content:encoded>
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		<title>Radiohead, In Rainbows</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Oct 2007 10:45:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dabe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Internet]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Oltre ad essere probabilmente la migliore rock band alternativa del mondo, si inventano di staccarsi dalle major di distribuzione discografica, quindi nessun contratto, e di vendersi da soli i propri dischi. Niente di strano, fin qui, tutto già visto e già fatto anche da altri big. Allora questi che fanno? Mettono in vendita (anzi pre-vendita, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="colorbox-45"  src="http://www.dabe.it/wp-content/uploads/2007/10/1.jpg" alt="1.jpg" /> <img class="colorbox-45"  src="http://www.dabe.it/wp-content/uploads/2007/10/2.jpg" alt="2.jpg" /></p>
<p><img class="colorbox-45"  src="http://www.dabe.it/wp-content/uploads/2007/10/3.jpg" alt="3.jpg" /> <img class="colorbox-45"  src="http://www.dabe.it/wp-content/uploads/2007/10/4.jpg" alt="4.jpg" /></p>
<p>Oltre ad essere probabilmente la migliore rock band alternativa del mondo, si inventano di staccarsi dalle major di distribuzione discografica, quindi nessun contratto, e di vendersi da soli i propri dischi.<br />
Niente di strano, fin qui, tutto già visto e già fatto anche da altri big.<br />
Allora questi che fanno? Mettono in vendita (anzi pre-vendita, l&#8217;album esce il 10 ottobre) il loro nuovo disco, lo rendono disponibile per il download in forma digitale e&#8230;<br />
Il prezzo lo decide chi compra!<br />
E si può mettere qualsiasi cifra!<br />
Alla faccia dei 99c a canzone di iTunes.<br />
È incredibile, si.<br />
I Radiohead sono avanti.<br />
Sono troppo avanti.</p>
<p><a href="http://www.inrainbows.com/Store/Quickindex.html">http://www.inrainbows.com/Store/Quickindex.html<br />
</a><br />
PS<br />
Dimenticavo&#8230; l&#8217;ho acquistato!<br />
Ho messo 4 Sterline (+0.45 di tassa d&#8217;acquisto)</p>
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