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Non ci credo. Non che non creda nella società, ma non credo che esistano delle regole fisse, definite, scritte. Possono esistere le regole giurisprudenziali, formali, quelle che mi permettono di “legalizzare” (che brutto concetto e che brutta parola) la nascita di un figlio. Perché ogni singola regola è controvertibile, fragile, reversibile. La regola vera sta [...]
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Unità di misura multiple si condensano in stati d’animo. Anni. Confrontati da parallassi differenti calano dentro più esistenze: chi non li ama, chi non li considera, chi non li teme. Chilometri. Rotolando verso un’alba, arriverei. Passi. Quelli che puoi contare in misure piccole sono spesso più distanti di quelli interminabili che calchi insonne in una [...]
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Madre e bimba. Per il tuo frutto che meravigliosamente hai. Ti invidio. Per il tuo essere donna a donna. Per questo intelligente passaggio che la natura non ha scordato. Perché vi siete mischiate il sangue da dentro e ora il seno da fuori, così che impari a (ri)conoscerti esterna ma non estranea. Non dubitare però [...]
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Happiness it’s not about searching. But it’s about finding.
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Sedia, tavolo, scacchiera, pezzi, campanello, orologio. Tocca a te. Muovi. Muoviti! Sbaglia. Perdi un pezzo. Annota l’errore. Memorizza il passo. Cambio di scenario. Riorganizza. Ricomincia. Rimuovi. Riprendi. Errati punti di vista. L’altro è sorprendentemente eterologico. Nell’unica partita a tempo non si può stabilire la durata di un’azione né la sua certezza; ma non tanto di [...]
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Spero mi perdonerai in qualche tipo di futuro. In altri mi ringrazierai.
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Giorgio Gaber – Qualcuno era comunista Quanto cazzo manchi Signor G…
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Qualcosa andò male e mi ritrovai così in un istituto tecnico industriale.
La tradizione voleva che nelle prime sezioni (quelle meno suscettibili a pericolose variazioni di personale) si rintanassero i professori migliori: lo sguardo posato a volte non più distante la propria cattedra.
In quale scuola non si trova forse la 1a A?
Ai tempi, quindi, già se finivi nella F eri uno sfigato, i tuoi genitori avrebbero maledetto il sistema scolastico e la tua istruzione sarebbe andata a farsi benedire…
Per contare sulle dita delle mani la cardinalità della mia sessione avevo bisogno del mio compagno di banco: solo mettendoci assieme avremmo potuto raccoglierne tredici da contare.
L’ambiente non era male: in quaranta metri quadri respiravamo la nostra cultura in trenta; mi sembra di vedere nei tg di oggi la polizia scoprire un covo di disgraziati, materassi per terra, uno addosso all’altro a dormire, venti per stanza.
Trenta, tutti maschi. Eravamo disperati, si, ma non lo sapevamo.
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Senti, questa te la devo proprio raccontare! È un sogno. Allora eravamo in questa festa che durava diversi giorni, come un rave solo che la gente era normale e il posto era un castello, ma un castello delle nostre colline, come quello di Statto, cioè molto bello e molto grosso ma non principesco della serie [...]
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Pubblicato da Dabe
Adesso che hai il nome della bimba posso rivelarti che il mio nome preferito è Maria (così sono certo di non averti influenzato!), Lucia non è tra i miei preferiti, ma so anche che la scelta di un nome è una cosa terribilmente soggettiva, dipende quasi sempre dalle persone che abbiamo conosciuto e che portavano [...]
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