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Pensiero

Molti verbi ancora

By | Pensiero, Poesia | No Comments

Vi conosciamo da tanti anni Vi conoscete da tanti anni Vi siete abbracciati sfuggiti nascosti inseguiti ascoltati amati perdonati emozionati chiamati Vi siete trovati Trovati nel senso di cercare (prima) e nel senso di azzeccare (poi) E vi siete talmente tanto azzeccati che oggi vi siete sposati Molti verbi ancora accadranno Alcuni al di fuori di voi Altri, come benedizioni, dentro di voi Che tutti questi verbi vi trovino come siete oggi Sposi

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Limpido

By | Pensiero | No Comments

Mi ricordo un po’ di anni fa della tua innocenza. O forse mi piace anche chiamarla così perché è qualcosa che associo a quello stato: manca la capacità di reato. E quello che mi torna facile è il tuo sguardo libero, sincero, diritto. Qualche giorno fa ho incrociato invece un fuoco diverso, come se tu puntassi a una distanza che io non vedevo. E più mi sforzavo, più non ci trovavo niente, laggiù, in un punto che non sapevo esistere. Per qualche attimo mi sono chiesto, confuso, se fossi io miope. Strizzavo le palpebre, nessuna nuova immagine. Ho cambiato, scosso, d’improvviso il soggetto: dal vuoto senza fondo sono andato al bordo netto dell’iride; ti ho fissato e un velo opaco è sceso sul tuo occhio scuro. Mi chiedo se sia solo la cataratta del tempo che sento passare, le occhiaie di una smania che non ti sapevo avere, le rughe delle cose che dovrebbero essere facili, un cerchio…

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Sum ergo sum

By | Pensiero | No Comments

Coniugazione del verbo essere, tempo indicativo presente, prima persona singolare. Sono. Io sono: ci si attacca poi il pronome che normalmente sta sottinteso perché così si rafforza l’identità di proprietà, di possesso, me stesso. Di chi è quel “sono”? Mio. Essere distacca con larga soluzione di continuità una miriade di altri verbi personali: appartenere, sostenere, parteggiare, seguire. Oggi da qualche parte qualcuno mi chiede di non stare, di non schierarmi, di non inneggiare. A malincuore debbo rispondergli che non mi è possibile farlo, ma non perché io non lo voglia, ma perché io non lo sono. Non appartengo, non supporto, non mi associo. L’ho fatto in passato (e lo rifarò), vedo #iostoconerri e mi ci ritrovo. Io non sono Erri De Luca, ma sto dalla sua parte, muovo il mio corpo intero, senza scremature, mi sposto, tutto, da quel lato della strada. Sostengo la sua idea per la libertà di…

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Osmosi

By | Pensiero | No Comments

Ci sono spazi di tempo dove non solo non esce niente, ma nemmeno entra. Appaiono pezzi di storie che rimbalzano sulla corteccia più esterna, senza diventare germoglio, fiore, frutto. È un ritardo della gestazione: ben radicata nel terreno che finalmente ha trovato, essa sta molto lentamente prolungando le sue radici fin dove le è possibile. Scova nutrimento, accumula, dorme di un letargo proficuo. Avviene così l’incontro con un inizio, un mezzo o una fine. Senza affannarsi troppo a scoprire da che parte girerà il prossimo corso della storia né di che sostanza siano fatte le mille anime dell’uomo. Allora verso. Prendo una direzione mentre svuoto. Questo fare spazio trova un inaspettato accordo: suona. Quando nell’intimità del momento ci si scambiano odori e sapori. È questa ripetitività credo. Notte. Percorro i chilometri che ci dividono, ma invece di accorciarli, li allungo. È solo inevitabile. A passi lenti o impetuosa, irrompe improvvisa. Ma a quanti metri dall’ultimo…

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Straordinariamente

By | Pensiero | No Comments

È mentre cammino, in cucina, a piedi nudi, attento a non calpestare le linee tra le mattonelle del pavimento che ti vedo impegnata a fare troppe cose tutte assieme. Le conto e viene fuori un numero esagerato, troppo grande perfino le tue non comuni capacità. All’inizio non ci voglio credere ma un poco alla volta, mi accorgo che lo scopo reale di questa tua attività, è quello di distrarti per qualche istante da me; è lì in quel preciso momento in cui ti lascio, curioso, fare quello che sembra tu voglia, che mi ricordo del tempo. Provo a contare il numero dei giorni che sono passati dall’ultima volta e sobbalzo, ma ancora di più mi scuote il senso di vuoto che tutto questo spazio occupa. Ho perso un battito e un respiro, si accoppiano perfetti solo in questo momento. Non lo potevo immaginare, rimango così sospeso sul bordo di una…

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Io sto con Erri De Luca

By | Pensiero | No Comments

Il 5 Giugno si terrà a Torino l’udienza preliminare del processo contro lo scrittore Erri De Luca, accusato di “istigazione a delinquere” per aver pubblicamente espresso il proprio dissenso alla realizzazione dell’opera ferroviaria alta velocità Torino-Lione. “Non sono accusato di aver sabotato materialmente, dunque di aver compiuto dei gesti di danneggiamento, ma sono accusato di aver detto delle parole di critica nei confronti del cantiere, quindi di aver detto che va fermato, arrestato, sabotato. Nel campo di imputazione non ci sono i miei atti, ma ci sono le mie parole tra virgolette. Vengono usate quelle come incriminazione, come prova del crimine commesso. Ho commesso per i magistrati il crimine di parola, un crimine che rientra nel reato di opinione. Sono pochi in Italia quelli che possono vantare l’onore di essere incriminati per questo.” Per manifestare il nostro sostegno, difendere la libertà di pensiero e il diritto di opinione nel nostro paese, noi lettori…

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Croce

By | Pensiero | No Comments

Che cos’è questa sensazione di affanno che per anni ha affollato i miei pensieri in questo giorno? Oggi a guardare indietro, mi pare che la parola sia da sempre stata usata prima di tutto come strategia educativa: di certo per quello che la parola dice ma molto di più in quello che essa suscita. E quello che suscita è un enorme, irrisolto e più di ogni altra cosa immotivato, sentimento di colpa. Questo è il peccato originale: imperdonabile a meno di un nuovo battesimo, di un’improbabile resurrezione. Aver instillato chirurgicamente in questa cultura la sensazione di perenne violazione della legge, di un obbligo morale insindacabile, di un precetto ontologicamente giusto, inspiegabilmente sceso dal cielo, è responsabilità di uomini e non di divinità. Uomini che influenzano (e hanno influenzato) le persone attraverso la bacchetta di una rigorosa disciplina auto assolvendosi dal dilemma di una verità vera per tutti scambiata con una menzogna…

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Job act

By | Pensiero | No Comments

È per inciampo che mi avvicino alla tua storia, ma non è forse così ogni volta? Non mi preoccupo di questo. Mi spiazza la certezza che nell’accostarmi io possa essere per te la Storia. E se non riesco, non fosse altro perché non ho provato tutto il possibile; per pigrizia, imperizia, stanchezza, incertezza: muoio. Io. Mi auto-celebro il processo sulla intenzione. Mi condanno: colposo. Se sono bravo, invece, sei salvo. Una donna sorride. Un bimbo corre. Non lo facessi io, ci sarebbe un altro? Chissà. Ma è di me che si sta parlando, ne sono fiero. Dell’impegno e del coraggio. Se manterrai la vita, sulla mia parola, non chiederò altro.

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Senza nessun nome

By | Pensiero | No Comments

Sono partito da lontano. Controvento. Trascinato da una vela inferita all’ombelico. Al centro della pancia. Ho provato a sorprenderti, ad emozionarti. Ho fallito, mi pare. È stato forse per la troppa distanza iniziale? Più probabilmente c’ho messo dentro del mio e la scena è inevitabilmente diventata comica. In quel “mio” ci stanno, sapientemente rappresentati, una lunga serie di tentativi maldestri, rozzi e sventati; e così, tu, involontaria testimone di uno spettacolo buffo, ti sarai di certo fatta qualche grassa risata. Come ogni femmina anche solo di un poco più attraente della media locale, sarai stata corteggiata in numerosi e disparati modi, tra i tanti, spero di essere finito almeno sullo sconclusionato podio della imprevedibilità (pagine e biscotti, ma alla fine, poi, si capiva che ti corteggiavo?). Ad ogni giro di giostra, mi sembrava di uscirne con un livido nuovo, e con un rammarico, un qualcosa di mancato: quello di non…

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Girotondo

By | Libri, Pensiero | No Comments

Io non sono quello che faccio. Comoda giustificazione di un lavoro che magari non mi piace o di qualche errore, scelte sbagliate da dimenticare. Eppure la società di oggi è tutta orientata di lì. Essa giudica, sentenzia, declama, ed esalta proprio l’azione, il gesto, il fatto. E a giocare come sempre con questa meravigliosa lingua trovi questa migrazione: “il verbo si fece carne”, un verbo diventa nome (se San Giovani non ha nulla da ridire). Dal verbo participio eredita però il tempo al passato, che lo inchioda lì, alla croce dell’essere già esistito. Fatto. Da partecipe diviene così grado di giudizio definitivo: ciò che ho fatto, diventa un fatto e di quello sono (per) sempre chiamato a rispondere. Il passato dell’agire è condanna inappellabile all’immutabilità, il suo presente è invece in divenire, di certo incerto ma vivo, attivo: tuttalpiù se pigro si traveste da aggettivo. Ma se non sono ciò…

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