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Pensiero

Girotondo

By | Libri, Pensiero | No Comments

Io non sono quello che faccio. Comoda giustificazione di un lavoro che magari non mi piace o di qualche errore, scelte sbagliate da dimenticare. Eppure la società di oggi è tutta orientata di lì. Essa giudica, sentenzia, declama, ed esalta proprio l’azione, il gesto, il fatto. E a giocare come sempre con questa meravigliosa lingua trovi questa migrazione: “il verbo si fece carne”, un verbo diventa nome (se San Giovani non ha nulla da ridire). Dal verbo participio eredita però il tempo al passato, che lo inchioda lì, alla croce dell’essere già esistito. Fatto. Da partecipe diviene così grado di giudizio definitivo: ciò che ho fatto, diventa un fatto e di quello sono (per) sempre chiamato a rispondere. Il passato dell’agire è condanna inappellabile all’immutabilità, il suo presente è invece in divenire, di certo incerto ma vivo, attivo: tuttalpiù se pigro si traveste da aggettivo. Ma se non sono ciò…

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Cazzo è un’utopia?

By | Pensiero | No Comments

C’è un sacco di gente, ma proprio tanta che si fidanza. Passa insieme del tempo e poi si sposa, fan dei figli e magari poi si lasciano, o prima o dopo in un punto qualsiasi del percorso. Qualsiasi non è a caso, sta lì perché significa “imprevedibile” ma quel “a caso” non fa pensare? Allora ti sei fidanzato? No. Ma qual è il problema allora? Per l’amor del cielo nessun problema, sembra solo che la Storia vada lì, si sposti sempre, lentamente ogni tanto e a volte invece rapidissima, ma comunque in quella direzione. E così ti capita di sentirti raccontare tante storie (minuscolo qui, mi spiace, mi spiace, mi spiace davvero tanto per voi piccoli ometti insignificanti, ma qui siete tanti e singoli e piccoli e non più tanti e tutti insieme a formare l’uomo in sé) che si assomigliano e per qualche strana ragione tu non ne fai…

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Pandora

By | Pensiero | No Comments

E così un mondo fatato esiste davvero? Tre giorni di Impro-Raduno nelle colline piacentine: Italia e Francia, giovani e adulti… Che per una volta il mondo dell’arte e la voglia di spettacolo riescano a coniugarsi con il desiderio di esperienza, di condivisione e di amicizia? Non mi sorprendo allora di averci lasciato un pezzetto di cuore. Se fossi scettico mi verrebbero subito in mente la suggestione di massa, l’ipnosi o una forma di plagio collettivo che hanno distorto per tre giorni la comune percezione della realtà, il senso del tempo e l’ordine delle cose. Nel non esserlo mi mantengo comunque realista e accetto la sfida di chi come me non nasconde il sogno di una vita migliore: ma tutto questo può essere trasportato da Pandora? Tempo fa scrissi di un luogo altrettanto magico che racchiudeva per me un contenuto ancora più profondo. Il significato stava ed è ancora nella sfida che questo tipo di esperienze portano…

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Macao

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Un passo al centro della Storia. Si ma un passo buffo perché questo passo lo si è fatto da fermi, seduti e non “immobili” nel mezzo di una strada (subito ribattezzata piazza). Forse è stata una allucinazione tutta mia favorita dalla mia scarsa partecipazione storica alla ribellione. Volevo visitare Macao proprio quel giorno, ma quando la mattina ho saputo dello sgombero, ho provato un impulso diverso, non un’indignazione, come hai raccontato, ma una incazzatura (perché hai usato arrabbiato al posto di incazzato?). Sarei andato lo stesso, ma quel fatto ha mutato il sentimento. Ora “dovevo” andare. Essere parte di quel luogo (già perché non essendoci più il palazzo, il luogo lo facevano le persone) anche se solo per poche ore mi ha fatto sentire avvenimento, cronaca in evoluzione, evento. Abbiamo narrato la storia prima della sua verità giuridica, abbiamo raccontato la storia vera, perché era quella che si faceva lì….

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No grazie, non fumo più.

By | Pensiero | No Comments

Tra le tante sceneggiature possibili di un’esistenza ne va in scena sempre e soltanto una sola; è sempre buona la prima, anche quando invece è pessima e andrebbe rifatta più e più volte. Di tanto in tanto la vita ci regala un’altra inquadratura simile e l’esperienza acquisita ci permette di interpretare meglio il nostro ruolo: evitiamo gli errori del passato, prevediamo le inaspettate e spiacevoli conseguenze, anticipiamo le possibili derive e difficoltà. Chi è bravo o fortunato, non ha bisogno di questa seconda occasione e azzecca subito tutti i tempi e i modi giusti, convince e ha successo. Qual è però allora la differenza tra le due esperienze, cosa distingue il vincente dallo sventurato? Se si osserva il percorso di sviluppo di chiunque, si nota come questo sia determinato in partenza da scelte non autonome: chi ci cresce sceglie cioè per noi prima il nostro nome, poi i vestiti, il…

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Curiosity Killed The Cat

By | Pensiero | No Comments

Sono curioso? Un tempo sicuramente lo ero. Una valanga di mancate risposte ha spento negli anni quell’impeto. È colpa delle persone che ho incontrato? Ho sbagliato a caricare di significato certe relazioni? Può essere. Non ne faccio colpa a nessuno e contemporaneamente a tutti. Se non sono più tanto irrequieto lo devo alla durezza del mondo che scava spazi di domanda dentro di te e poi li lascia vacui di un’attesa senza resa. Non c’è nessuno che ritira il vuoto per il pieno. Di quello spazio rimane la cicatrice, pelle tirata sul tamburo dell’assenza; e nel colpirla, il suono cupo che ne scaturisce mi mette timore. Ne soffre la vitalità, manca la pazzia del gesto improvviso. Ma è più saggia l’assenza di curiosità, è meditazione, è pensiero, è mantenimento della specie, è reazionaria. Se mi piace? No non mi piace. La conservazione è per me solo per sopravvivenza, extrema ratio. Ne…

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Ottotre

By | Pensiero | No Comments

Ecco, io uomo, vengo dal fango per irruzione divina. Mentre tu donna, scavata dal mio fianco sei carne di carne. E Dio che in me soffiò la vita, in te costruì la bellezza.   Giorgio Gaber – Una donna Erri De Luca – Le sante dello scandalo

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Scrivi sulla sua bacheca

By | Internet, Pensiero | No Comments

E alla fine è giusto maledire facebook che mi ricorda il tuo compleanno, che però non è più un compleanno ma un anniversario. Io vorrei che ci fosse, come quello della nascita anche l’anniversario della morte. Della tua morte. Già perché tra i messaggi, le foto, i commenti, quello sembra un luogo così pieno di vita mentre tu la vita l’hai lasciata, poco più di un anno fa. Solo che non c’è scritto da nessuna parte, non lo trovi sbagliato? Vorrei vederlo quel numero, quel giorno. Vorrei un inizio ed una fine. Perché mi sembra strano che non ci sei, mi sembra solo come se non ti vedessi da un po’, come se in questo poco tempo non ci fosse stata l’occasione di incontrarci e fermarci un secondo a raccontarci una storia. Lo so che ti ho accanto, in quel modo lì, lo so che posso trovarti e pensarti perfino in…

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Comandare e fallire

By | Pensiero | No Comments

Ho da un paio d’anni la patente nautica e ho conosciuto il temperamento e la fermezza degli uomini delle capitanerie di porto (che ricordo essere funzionari militari e non civili), abituati alla gerarchia e al comando. Durante l’esame si viene interrogati da loro: ricordo con esattezza di avere risposto ad una domanda sulla bussola descrivendola e argomentandola fin nei più minimi dettagli, dimenticai però un’unica singola parola e la risposta nel suo insieme (corretta al 99,9%) fu valutata sbagliata. Contemporaneamente alle mie enunciazioni, il secondo esaminatore ricontrollò non so più quante volte se un rilevamento da prendere “al traverso” fosse stato da me fatto sulla rotta (errato) o sull’angolo di prora (corretto). Neppure di fronte al risultato finale ineccepibile di quel carteggio, quel funzionario si convinse della bontà del mio esercizio. Volle (probabilmente dentro di sé sentiva di dover fare così) più e più volte ricontrollare. Fortunatamente risposi correttamente (100%)…

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