Category

Racconto

Lecca

By | Racconto | No Comments

Sono sicuro che la mia lettera giace, pronta per essere spedita, sulla superficie del comodino che hai sul lato destro del letto. È come una piccola isola di serenità nel bel mezzo di quello che potremmo facilmente chiamare un caos totale. Libri, giornali, vestiti, sparsi in tutta la stanza, circondano quella piccola quantità di luce, l’unica che sembra priva di polvere. Un giorno hai scoperto un percorso diritto dentro di te e hai deciso di cavalcarlo. Così hai scritto, molte settimane fa, in uno di quei giorni di pioggia così comuni che avete dalle tue parti. Dopo tutto questo tempo che è passato, probabilmente non sarai più così tanto d’accordo con una parte del testo, scritto in quei primi giorni in cui la memoria era ancora fresca, e in qualche modo, eccitata. Potrei vedere chiaramente la punta della tua penna a sfera avvicinarsi alla superficie dei fogli, fitti di righe scritte in un inchiostro blu scuro. E tu, esitante ma con la ferma intenzione di cancellare alcune parole, e qualche frase che non ha più…

Read More

Debolezze

By | Racconto | No Comments

È un caffè che mi sveglia. Provo a rigirarmi. Mi siedo in cucina, la testa tra le mani, lo sguardo va al pavimento di mattonelle marroni del tipo più economico, tanto che nelle infinite venature disposte a casaccio che per tante volte ho fissato, non ci vedo nessuna figura che riconosco, e mi ricorda come a volte guardando le nuvole nel cielo, spero di incastrarci una forma, uno sbuffo di vapore che mi sia sia familiare, solo che ora non ne trovo, lì nella stanza vuota, con ancora attorno tutte le pareti che avrei voluto abbattere. Un brivido imprevisto mi scuote dal centro del torace appena sotto lo sterno ed è un pugno di ragazzino delle scuole medie, quando ci si azzuffa per noia o per inesperienza; le botte che volano sono incapaci, inoffensive, non mirano quasi mai a fare un male vero, tranne a volte per caso, una precisa, sfortunata combinazione ti azzecca, al netto,…

Read More

Cuore di pietra

By | Racconto | No Comments

C’era un ragazzo di nome Sunday, cresciuto in una famiglia Sikh molto povera dello slum di Dharavi che decise fin da quando era adolescente di divenire un discepolo del maestro Guru Amra. Divenuto maggiorenne, lo cercò e dopo avere scoperto dove si trovava, lo raggiunse in un eremo ai piedi delle montagne del Nepal e lì si stabilì con lui. Sunday era, come tanti ragazzi della sua età, alla ricerca della pura verità. Il giorno che si incontrarono l’allievo non stava nella pelle e, scosso da fremiti, chiese al maestro quale fosse la più grande e unica verità. Il Guru gli indicò un montagna vicina e gli chiese di portargli una pietra dalla vetta. Sunday partì di buon mattino, scalò la montagna, raccolse un bel sasso, né troppo grande, né troppo piccolo e lo riportò alla sera al Guru. Il maestro, presa la pietra la gettò in un angolo senza nemmeno uno sguardo….

Read More

De rien

By | Racconto | No Comments

Ti ricordi la mia lettera? No? Ho dovuto crescere un bel pezzo di fegato (che non avevo) per inviartela, lo sai? Sono un po’ timido e chissà che difficoltà avrei avuto ad avvicinarti da subito. Non ci conoscevamo per niente e io potevo solo vederti da lontano; da lì mi sei sembrata bellissima: gli occhi, limpidi e profondi, forse anche troppo, con quel tuo sguardo che traduceva così tanto l’infinito che ti porti dentro, i tuoi ricci, che alle volte ti impazzivano la testa diventavano biondi sotto il sole dell’estate. Quel foglio mi era sembrato un bel gesto, un modo delicato di avvicinarmi, di farmi vedere, avrebbe potuto lasciare un segno, da trasformare, se vuoi, in un ricordo magari buffo di un approccio così diverso. Con te mi piaceva fare quelle lunghe passeggiate nella notte di Milano, con la città svuotata dal traffico e dai rumori. Ci voleva poco per…

Read More

Il paese dei balocchi

By | Racconto | No Comments

C’è una strana umidità oggi nell’aria, maggiore di quella che mi aspettavo, strano perché nel paese di villeggio che mi sono guadagnato quest’anno (con tutti gli altri del resto), il servizio unificato di meteoprevisione stabiliva con disarmante certezza che avremmo beneficiato di un clima riposante per il corpo e distensivo dallo stress del nucleo cittadino per la mente. Le piccole gocce di sudore che trasudano dall’epidermide, non solo non mi permettono di rilassarmi ma accentuano ancora di più il mio stato d’ansia per la “transmigrazione” di Piero. Certo è un procedimento obbligatorio che serve per il mantenimento della diversità biologica della nostra specie; così ci insegnano da sempre i quadranti superiori del governo centrale mondiale. Boh, non so come ma mi si è formata l’idea che la separazione di un bambino dalla sua famiglia di origine all’età di dieci anni, possa per lui essere qualcosa di traumatico. Poi, gli è…

Read More

Non mentiamoci

By | Racconto | No Comments

Senti, questa te la devo proprio raccontare! È un sogno. Allora eravamo in questa festa che durava diversi giorni, come un rave solo che la gente era normale e il posto era un castello, ma un castello delle nostre colline, come quello di Statto, cioè molto bello e molto grosso ma non principesco della serie fossato e coccodrilli. Naturalmente ci sei anche tu e già da un sogno precendente ti avevo vista flirtare con uno, ma niente di che: gran discorsi e pezze e basta; solo che te gli davi corda e a me lui stava sul culo. In più tutti alla festa sapevano di me e te (questa è difficile da spiegare, diciamo che sapevano di me e te come io conosco te e tu me), e questo flirt destava un po’ di scalpore (come quando la gente si bisbiglia nell’orecchio: “Oh, ma hai visto quelli?”) ma niente di…

Read More