Lecca

By 30 settembre 2015Racconto

Sono sicuro che la mia lettera giace, pronta per essere spedita, sulla superficie del comodino che hai sul lato destro del letto.
È come una piccola isola di serenità nel bel mezzo di quello che potremmo facilmente chiamare un caos totale. Libri, giornali, vestiti, sparsi in tutta la stanza, circondano quella piccola quantità di luce, l’unica che sembra priva di polvere.
Un giorno hai scoperto un percorso diritto dentro di te e hai deciso di cavalcarlo. Così hai scritto, molte settimane fa, in uno di quei giorni di pioggia così comuni che avete dalle tue parti. Dopo tutto questo tempo che è passato, probabilmente non sarai più così tanto d’accordo con una parte del testo, scritto in quei primi giorni in cui la memoria era ancora fresca, e in qualche modo, eccitata.
Potrei vedere chiaramente la punta della tua penna a sfera avvicinarsi alla superficie dei fogli, fitti di righe scritte in un inchiostro blu scuro. E tu, esitante ma con la ferma intenzione di cancellare alcune parole, e qualche frase che non ha più senso per te, o giù di lì. Alla fine della pagina, non avrai cambiato nulla, perché ti fidi di te stessa, comunque.
La busta ha un tono del giallo ma la carta all’interno è molto più colorata anche se i suoi, sono colori pastello.
Come te.
Tu sei un colore pastello.
C’è una grande firma alla fine e un piccolo cuore.
Come te.
Un grande firma. E un piccolo cuore.

Lecca la colla.
Metti il francobollo.
Spedisci.

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