Esegesi di un Difficile

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Dormire. Non ci riesco. Allora mi alzo dal letto e giro intorno alla stanza ma non sono cosciente e percorro i chilometri di un sogno ipnotico che mi sembra reale e irreale allo stesso tempo; dove ho la testa? Non me la sento più. Non attaccata al resto del corpo. Eppure vorrei risvegliarmi, no, no, voglio aprire di nuovo gli occhi ma non sto dormendo, non è ancora abbastanza tardi e fuori è ancora buio. Cosa fare? Cosa faccio a quest’ora misteriosa, che non è più mattino e non è ancora notte? Chi ci si è mai trovato in questo tempo voltato al contrario? Non sono capace, qui niente funziona più come dovrebbe, un progetto, una vita in frantumi, un resto, mi raccolgo stretto ad un lenzuolo. Piango. Così sembra che il pianto sia la medicina di un letargo e in parte lo è: risveglia. Mi incazzo, visto che sono giorni che non dormo….

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Difficile

By | Pensiero | No Comments

Difficile. Difficile ogni mattina il primo passo, meno lo fu quello che congedò i gattoni. Difficile la sera, scollegare il battito dal cuore inutilmente rianimato. E cercare nei posti, nei luoghi di una presenza e trovarci una caligine che appanna la mente; benedetta, voluta, cercata demenza che spegne il tarlo annidato nelle carni, per un secondo mi distraggo e dimentico, per un istante che vorrei dilatato in eterno: non so. Questo non sapere mi inebria, è euforico, anestetico del tempo che evapora in un attimo. Blu. Oltremare. L’inizio di una notte. Insonne. Una notte difficile. Eppure, con quel si ma, che è un no, sono vivo. Senza saperlo più. Senza saperlo ancora. E tu, Male, lo so, io ti conosco; è che mi manca la forza per vomitarti. Sarà elemosine di un percorso che passa per la storia. Che sia di oggi o di domani, lo comincerò e arriverò quel…

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Il resto è Anima

By | Libri, Pensiero | No Comments

“Accà nisciuno nasce imparato” recita un detto napoletano che ri-conosco più per la sua musicalità che per averlo udito, perché della terra Campana in tanti mi hanno raccontato ma mai vi ho premuto contro il calcagno. Non credo ci si possa mai sentire all’altezza della situazione che la vita ci pone dinnanzi. Qualunque essa sia. Mi posso preparare, mi posso accostare al dolore e alla sofferenza, alla paura e di contro anche alla felicità e alla gioia in generale; ben diversa è l’anima quando queste emozioni scavano profondi solchi dentro la mia esistenza. Non c’è scuola né palestra che mi possa preparare, non esiste l’elisir dell’esperire. Tempo fa incontrai un noto cantautore italiano, un’incontro privato poco prima di un concerto con un gruppo di amici. Mi colpì negativamente una sua affermazione: sosteneva che l’esibizione, in qualche modo l’arte stessa, fosse frutto al cinque percento dell’ispirazione e al novantacinque percento della…

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Passaggio obbligato

By | Pensiero | No Comments

C’è nell’arrampicata in montagna, in quella al limite delle tue capacità, un momento in cui arrivi ad affrontare un problema: durante l’ascesa, ti ritrovi in un punto preciso della salita particolarmente ostico, tanto da poter essere affrontato in un unico e ben definito movimento. O compi quel gesto, mutuato da anni di allenamenti, cadute, dita spellate, corde, muscoli, nodi e sudore, oppure finisci li, termini, e rimani così, macchia sulla parete. Il passaggio obbligato. Il bello è che al progredire in capacità e destrezza corrisponderà quasi sempre l’acuirsi della difficoltà del gesto perché a nuova possibilità risponderà la ricerca di imprese sempre più ardue e terribili. Anche la vita mi sembra così, fatta salva la ricerca. Il progredire è naturale, quasi automatico; l’allenamento, involontario. Il terribile, l’arduo è invece insito in essa e non ci si può sottrarre. Ci si ritrova così, sempre impreparati, ad affrontare nell’unico modo possibile quel…

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“Sono triste”

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“Sono triste” Vaffanculo se sei triste. Vuol dire un milione di cose e tu lo riassumi in: “triste”? Vaffanculo. Stai sbagliando. Ne sono certo. Vuoi dargli un’altra possibilità? Allora usa tutta la tua fantasia e preparati un discorso bello lungo che contenga quella che per te è l’enciclopedia della parola “triste”. Ci devono essere un sacco di esempi, moltissime ripetizioni e delle figure; si si dei disegni, disegni di come ti immagini la scena, dovresti saper disegnare bene, no? E questo discorso glielo fai. Prenditi del tempo perché sarà bello lungo, sarà difficile soprattutto fargli capire certe attenzioni che lui ovviamente non può avere (primo perché è un uomo, secondo chissà come gliel’hai chieste…). Fagli capire molto chiaramente che questo discorso glielo farai una sola volta in tutta la sua vita e non ogni sera un pezzettino trito e ritrito. E alla fine, fagliela sudare. Non tradirlo in questo periodo (in…

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Adhærére

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Aderire, dal latino ad-hærére. Stare attaccato a. Stare appoggiato, stare vicino. E dal greco airèo, prendo, afferro, traggo a me. Aderire ha tanti significati: sostenere una causa, attaccarsi, incollare, condividere un’idea… Mi interessa invece un aspetto meno noto o meno immediato del significato. La simmetria e la transazionalità. Aderire ti rende simmetrico al resto, questo sempre. Esistono cioè almeno due prime file di atomi lungo l’ideale linea di giunzione, esattamente simmetriche rispetto alla linea stessa; quanto poi in realtà sia più profonda questa simmetria sta nella forza della colla, nella radicalità del verbo. La transazionalità invece non è scontata anche se in generale auspicabile. Questa unione, questo combaciare, mi porta (o mi ha portato) ad evolvere il mio stato, ad adattarlo ad un nuovo essere (verbo). C’è un passaggio sia prima che dopo: quello anteriore è la scelta, raramente infatti si combacia per impatto, molto più spesso, per questo motivo…

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Ancora Radiohead

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Dopo il clamoroso successo di ascolta e paga quello che vuoi, i Radiohead sono tornati con un iniziativa avvenieristica: hanno girato (parola grossa, visto che non sono state utilizzate videocamere né cineprese) il primo video in realtà virtualizzata di cui io sia a conoscenza. Dopo Second Life, un nuovo passo verso The Matrix? http://code.google.com/creative/radiohead/

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Che cosa vuoi?

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Che cosa vuoi? Che cosa vuoi dalla tua vita? Che cosa vuoi da te stesso? Che cosa vuoi dagli altri? Pensa. Pensa da fermo. Pensa a quello che veramente vuoi. Pensa che è molto complicato per alcuni e solo apparentemente facile per altri. Non ti fermare. Non ti fermare alla prima strada, né alla seconda, né alla terza. Non ti fermare all’apparenza di ciò che vuoi. Non ti fermare all’oggi ma non preoccuparti solo del domani. Scava. Scava fino in fondo per trovare quella radice essenziale che fa di te un’anima. Scava oltre tutti i rami, le derive, i falsi progetti. Scava come puoi, con le mani, i denti, le unghie. Arriva alla base. Arriva al cuore. Arriva fino al punto dove sai che oltre non può essere. Arriva e sarai vivo. L’essenza di te, solo da li puoi partire. Fa di tutto per conservarla e nutrirla. Fa di tutto…

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Books

Non si può scrivere senza leggere.