Le parole che vorrei trovarti

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Distanza breve, un attimo quello che impatta è mare su scoglio. Accosto. Ascolto il voltarsi dell’onda, lo scroscio impetuoso è uno scoppio riempie di suono e distrugge. Al prossimo tuffo mi chiudo gli orecchi e attonito osservo uno scambio di amore è immobile il sasso, non cambia di un niente milioni, migliaia, di anni lo aspetta quel bacio di acqua lo scioglie perfetto. Ripongo lo sguardo puntandolo al cielo e subito un brivido chiama la pelle per ogni sua goccia che il muscolo accende; se scivola piano, una lacrima finge. Dell’acqua sul viso, rimane il salato in punta di labbra lo trovo baciarmi e l’odore … Read More

Sarvego

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Stanco del tentativo? Voglio essere capace. Voglio qualcuno che mi insegni. Voglio un maestro. A contarli quelli che ho incontrato nella mia vita, faccio alla svelta: tre, quattro. Penso a chi, disinteressatamente, camminandomi a fianco, mi ha fatto vedere, provare, toccare con mano, si è fermato con me quando il passo si allungava e il fiato si faceva corto, per vedere com’è che funzionava tutta questa storia qua. Parlo di chi accompagnandomi per un pezzo di strada già da lui percorsa, mi portava al bivio giusto della vita mia, senza mai scegliere per me ma senza nemmeno risparmiarsi l’ultimo consiglio, imparato come una litania mandata … Read More

Scelte

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Come ci si comporta dinnanzi all’insorgere di conflitti all’interno di gruppi e comunità transitorie o permanenti? Cerchiamo di definire in origine il significato che vogliamo qui dare al termine “conflitto”: ci si trova di fronte o a far parte o anche a promuovere un conflitto qualora si manifestino punti di vista differenti, e quindi ragioni proprie da difendere o da imporre, su vari argomenti di natura ampiamente disparata, dalle relazioni interpersonali al mondo del lavoro, dalle dinamiche di convivenza allo sport. Un passo ulteriore andrebbe fatto nel discernere la sottile differenza tra competizione e conflitto e sull’opportunità che nella storia questa ha creato. Nel tempo … Read More

Il paese dei balocchi

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C’è una strana umidità oggi nell’aria, maggiore di quella che mi aspettavo, strano perché nel paese di villeggio che mi sono guadagnato quest’anno (con tutti gli altri del resto), il servizio unificato di meteoprevisione stabiliva con disarmante certezza che avremmo beneficiato di un clima riposante per il corpo e distensivo dallo stress del nucleo cittadino per la mente. Le piccole gocce di sudore che trasudano dall’epidermide, non solo non mi permettono di rilassarmi ma accentuano ancora di più il mio stato d’ansia per la “transmigrazione” di Piero. Certo è un procedimento obbligatorio che serve per il mantenimento della diversità biologica della nostra specie; così ci … Read More

Stanze d’attesa

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Aspetto. Ma non è un treno o un aereo. Non devo, per ora, andare da nessuna parte. Non è nemmeno qualcuno in ritardo. Il più delle volte l’attesa mi sembra legata al movimento di persone o cose: ci si sposta e c’è di conseguenza un tempo tecnico nel quale l’attività principale è il cambiare lo spazio che occupiamo. Mi vengono però in mente a contrasto innumerevoli attese immobili, minuti lasciati scorrere, perduti per sempre in tediose stanze d’attesa. Mi sembrano stanze e non sale perché è come se, contigue, le abitassimo, passando da una all’altra e in ognuna, con le proprie diverse caratteristiche, sperimentassimo uno … Read More

Apologia

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Qual è che hai attorno? Quanto di sofferto, voluto e prima desiderato, sognato? Di cosa ti sei circondata? E quale il movimento: ti sei avvicinata o hai tratto? Ciò che rimane è somma. Lunga fila di addendi in spazi vuoti. Non ti stupire allora di questa ulteriore inutilità. Perché a sublimare l’essenza del dono, che nulla già vuole a cambio, cosa si può di più di ciò che non serve? Difficile sarebbe: pensato, forse nemmeno immaginato; questa sia ricerca, senza cogliere frutto, né vendemmia, né raccolto. Che non si bestemmi il sudore del campo, si rimanga a versarlo sul pane. Di questo non ci si … Read More

Sconfitte

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Galleggio intatto a cinque metri da te. Senza voce. Non conosco le parole che vorresti ascoltarmi, mi sembra presunzione mia credere, anzi, che le attendi. Ciò che rimane è perdermi per un istante un attimo in un incrocio possibile di luce. Traiettoria unica ottica. Sono stracciato di questa mia delicatezza. E l’intorno persone e gesti, musiche e voci, a corollario del mio tumulto. Muove immobile l’”incerto” ovunque vada rimane fermo ad aspettare. Resisto, lì in piedi silenziosamente abbattuto. Mi rialzo. Che di sconfitta mi faccio vittoria. Arrivo.   Da ascoltare: Subsonica – Benzina Ogoshi Da ricordare: 80° della nascita di Alda Merini

Chiedere

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Una delle regole principali dell’improvvisazione teatrale è quella del cercare di non porre troppe domande a chi è in scena con te. Almeno inizialmente bisogna cercare di presentarsi, di contestualizzare il personaggio: dire chi sei, cosa stai facendo, trovare un legame che ti relaziona all’altro. La domanda infatti inquadra la situazione sulla base della ignota risposta dell’altro. La risposta è cioè un’entità incognita (non conosciuta) in partenza. Questo è vero praticamente sempre. Spreco però un avverbio (praticamente) perché purtroppo non sempre l’interrogativo che andiamo a porre è limpido: dovremmo cioè valutare meglio l’aspettativa che abbiamo nei confronti della possibile risposta: che cosa attendiamo, che cosa … Read More

Mia suocera beve – Diego De Silva

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È un trattato di filosofia sociale contemporanea (andrebbe fatto studiare a scuola, per me), meravigliosamente trasportato nella vita di quel totale perdente (nel quale mi identifico totalmente) di Vincenzo Malinconico. Si, mi mancano (ex) moglie e figli, la professione di avvocato di insuccesso (ma solo la parte di avvocato mi manca, quella di insuccesso ce l’ho tutta) e l’avversione per la cucina giapponese che invece amo (ma questo spero sia un falso, inserito solo per adattare la storia, o almeno spero!). Non ce la fa proprio a non assecondare la sua atavica tendenza a rovinarsi la vita, è triste, fiero, soffre, e gioisce dell’esistenza tutta, … Read More

Gasherbrum II

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Dal blog di Simone Moro “Ce l’abbiamo fatta: alle 11.28 siamo arrivati in vetta al Gasherbrum II in invernale e siamo i primi. E’ stata durissima, ma io, Denis e Cory ce l’abbiamo fatta. Ora stiamo scendendo velocemente alla tendina a 6900, poi vi aggiorneremo. Simone”