L’orrore della guerra si ritrova nella descrizione che Kurt Vonnegut fa del bombardamento di Dresda (probabilmente il più grande massacro della storia moderna) durante la seconda guerra mondiale. La storia è autobiografica e realmente vissuta da V. stesso in prima persona.
Come per un altro genio della letteratura, Imre Kertész in Essere senza Destino, la guerra è respinta dalla mente umana e viene dissacrata, scherzata, irrisa. Si raccontano così storie di dischi volanti o di banchetti tra i campi di prigionia, in un mondo irreale che l’uomo tenta in tutti i modi di non vivere. L’opera di Vonnegut e di Kertész (o di Benigni ne La vita è bella) ci raccontano che anche l’homo homini lupus portato dentro l’orrore della guerra, la scopre totalmente altra da sé.
Assieme ad alcuni amici sono andato al 17° Festival LatinoAmericano ad Assago (MI). Io ero andato per mangiare carne alla griglia e bere un buon cocktail ma ad aspettarmi c’era ben di più! Tantissima gente e balli scatenati di gruppo e non. Le foto purtroppo non rendono giustizia all’ambiente (diciamolo, non ero preparato), ma l’esperienza è sicuramente da ripetere.
Joe R. Lansdale, probabilmente il migliore autore noir contemporaneo, traccia nei suoi romanzi con abilità e sano distacco i contorni della vasta provincia americana. I temi, ovviamente forti, gettano uno sguardo disincantato e mai fatalista sul mondo di oggi; razzismo, pedofilia, droga, omicidio, omosessualità si incontrano spesso tra le righe delle sue opere.
"Il buono alla fine vince ma perde". Con questa frase (mia) potremmo riassumere il senso della sua opera. Il cavaliere del bene vince la partita ma il campo di gioco appartiene al male.
Come in un affresco donchisciottesco, i nostri deboli eroi si fanno in quattro per salvare il mondo e loro stessi da un mondo piagato, in cui i mulini a vento sono solo le escrescenze di un sistema irrimediabilmente marcio. Hap e Leo si battono allora per salvare loro stessi per primi da situazioni in cui spesso si ficcano da soli, come testimoni positivi di chi non ci sta, di chi non si arrende allo status quo, di chi non ha paura di rompersi le ossa sfidando il mondo; ne escono invecchiati e malconci, soprattutto nel cuore.
La serie di "Hap & Leo" comprende: "Una stagione selvaggia", "Mucho Mojo", "Il mambo degli orsi", "Bad chili", "Rumble Tumble" e "Capitani oltraggiosi", tutti editi da Einaudi.
Tutti i romanzi di Lansdale meritano in ogni caso di essere letti, tra gli altri vi segnalo: "Echi perduti", "Tramonto e polvere", L’anno dell’uragano" e lo psichedelico "La notte del drive-in".
Io mi sa che non ci vengo mica alla festa del gelato.
Che di là da Po fosse un posto pericoloso l’ho sempre saputo (d’altronde a guardare i tipi che ci abitano…) ma che crollino i ponti… Con cosa li avete fatti con lo sputo?
PS
Andrebbe fatta una sottoscrizione a Libertà per far rimuovere questo inutile riquadrino magotto. Al posto degli articoli una scritta a nove colonne: "Nel Lodigiano? Chissenefrega!"