Qual è che hai attorno? Quanto di sofferto, voluto e prima desiderato, sognato? Di cosa ti sei circondata? E quale il movimento: ti sei avvicinata o hai tratto? Ciò che rimane è somma. Lunga fila di addendi in spazi vuoti. Non ti stupire allora di questa ulteriore inutilità. Perché a sublimare l’essenza del dono, che nulla già vuole a cambio, cosa si può di più di ciò che non serve? Difficile sarebbe: pensato, forse nemmeno immaginato; questa sia ricerca, senza cogliere frutto, né vendemmia, né raccolto. Che non si bestemmi il sudore del campo, si rimanga a versarlo sul pane. Di questo non ci si … Read More
