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aNobii

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Like you can see in the bottom left widget, I’ve mapped my bookshelf to aNoobi: a nice readers community made to share opinions and thoughts on books. To view my whole collection: http://www.anobii.com/people/dabe/

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Paolo Colagrande, Fìdeg

By LibriNo Comments

Non è per tutti questo piacentinissimo e un po’ ubertoso romanzo aperto. Non è per il lettore critico, che non troverebbe mai una fine né apprezzerebbe certo righi e righi oziosi e ripetitivi a descrivere un concetto. Non è per chi ha difficoltà linguistiche, per il lessico importante, a volte ardito (incomprensibile?). È per chi, a cominciare dal lettore semantico (d’altronde lo dice l’autore stesso) per arrivare a tutti i piacentini, ama ridere (anche di se stesso) e fare un po’ di sana autocritica.

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Simone Moro, Cometa sull’Annapurna

By LibriNo Comments

Simone Moro è il più forte alpinista d’alta quota Italiano; è uno dei pochi (una dozzina in tutto il mondo) che ha fatto dell’alpinismo una professione e vive di quello. È una persona solare, affascinante, diverso da come me l’aspettavo. Pensavo fosse sempre a caccia di sponsor e, con loro, di imprese e scalate che ne giustificassero l’impegno. Invece ho scoperto un ragazzo semplice e un forte alpinista, le salite che fa non gliele impongono gli sponsor, ma è talmente matto che se le inventa lui. In questo libro descrive la tragedia dove persero la vita un fortissimo alpinista e suo più grande amico, Anatolij Boukreev e un altro compagno, Dimitri Sobolev alpinista e cineoperatore, mentre lui sopravvisse miracolosamente ad una valanga e ad un volo di 800m. L’ho letto in tre giorni, scivola via facile, leggero; non è drammatico, è reale. Bravo Simone.

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Ian Mc Ewan, Espiazione

By LibriNo Comments

Parte duro, difficile. Stanca, anzi no, annoia proprio. Per certi versi, in questo, mi ricorda “La famiglia Winshaw” di Jonathan Coe. Ma qui si ritrovano panorami troppo ampi, giri e rigiri della storia vista dagli occhi dei tre protagonisti e una intensa, infinita, quasi odiosa descrizione della scena. Eppure il testo si muove, sempre impastato, verso la forma piena; prende corpo un poco alla volta in una narrazione ricca e vigorosa, fino eccessiva. Si lascia perfino inutire in qualche breve passo e, ad un tratto… esplode. E cento pagine si leggono in un fiato, saltando le righe. Poi si va per una diversa strada letteraria verso una lunga, inaudita e ingloriosa espiazione. Impossibile. Ma non ci interessa perché il romanzo rinasce e svela tutto di sé.

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Caos Calmo

By LibriNo Comments

Non è il dolore che riesce a farci crescere, sono le persone che ci stanno accanto che lo fanno. Misteriosamente o apertamente, questo non importa; ed è inutile far finta di nulla o peggio opporvisi: succederà. Dà la sensazione di deludere questo Strega 2006 ad un certo punto. E scade anche, in un breve tratto di inutile volgarità. A dirla tutta non risorge nemmeno più, ma non importa, perché il senso vero delle cose, il messaggio profondo, il libro l’ha già dato e in un certo senso continua a darlo. Come una fumata d’oppio. Grazie Chiara.

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Kurt Vonnegut – Mattatoio n.5

By LibriNo Comments

    L’orrore della guerra si ritrova nella descrizione che Kurt Vonnegut fa del bombardamento di Dresda (probabilmente il più grande massacro della storia moderna) durante la seconda guerra mondiale. La storia è autobiografica e realmente vissuta da V. stesso in prima persona. Come per un altro genio della letteratura, Imre Kertész in Essere senza Destino, la guerra è respinta dalla mente umana e viene dissacrata, scherzata, irrisa. Si raccontano così storie di dischi volanti o di banchetti tra i campi di prigionia, in un mondo irreale che l’uomo tenta in tutti i modi di non vivere. L’opera di Vonnegut e di Kertész (o di Benigni ne La vita è bella) ci raccontano che anche l’homo homini lupus portato dentro l’orrore della guerra, la scopre totalmente altra da sé.

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Hap & Leo

By LibriNo Comments

Joe R. Lansdale, probabilmente il migliore autore noir contemporaneo, traccia nei suoi romanzi con abilità e sano distacco i contorni della vasta provincia americana. I temi, ovviamente forti, gettano uno sguardo disincantato e mai fatalista sul mondo di oggi; razzismo, pedofilia, droga, omicidio, omosessualità si incontrano spesso tra le righe delle sue opere. "Il buono alla fine vince ma perde". Con questa frase (mia) potremmo riassumere il senso della sua opera. Il cavaliere del bene vince la partita ma il campo di gioco appartiene al male. Come in un affresco donchisciottesco, i nostri deboli eroi si fanno in quattro per salvare il tutto e loro stessi da un mondo piagato, in cui i mulini a vento sono solo le escrescenze di un sistema irrimediabilmente marcio. Hap e Leo si battono allora per salvare loro stessi per primi da situazioni in cui spesso si ficcano da soli, come testimoni positivi di…

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