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Pensiero

Pioggia

By Pensiero, PoesiaNo Comments

Tra tutte son tante, una goccia nel mare in un giorno qualunque lo sguardo distoglie. Tremava il distacco pur senza radice dal mondo fatato di pesci e conchiglie. Un viaggio ’si breve, varcare la soglia, un passo, uno solo che par non finisce. Eppure là sotto di gocce a milioni la stringono attorno ma è lei che capisce. Che buffo quel balzo nel cielo infinito, lasciar la tua casa per esser dimora. Così quel granello nel vento rapisci per farne una nuvola perché non lo è ancora. Incontro dell’altro, tremendo mistero incorpora un seme che mangi da sposa. Scatena un diluvio tempesta di vita a nutrire la terra di frutti orgogliosa. E piove nei campi, sui prati, sui fiori son lacrime e gioia, nel ferro, un anello. Mistero l’incontro memoria il ricordo da qui tutto parte è il giorno più bello.   A Sara e Gianni

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Esisto, li.

By Pensiero, PoesiaNo Comments

Da dovunque arrivo, vengo ad occupare con lo spazio del mio corpo, un luogo. E mentre tutti lo vedono, lo toccano, lo vivono, nessuno che lo abiti. In quest’aria, tu. Lungo la spiaggia in fila: una spalla, un braccio, il blu. Ecco, questo tempo. Vorrei essere nato qui. E forse lo sono. Di certo è casa mia. Per lo spazio breve di un’esistenza. Per il tempo duro di un’assenza.

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Quattro caramelle

By Pensiero, PoesiaNo Comments

Come biglie di vetro a strofinare conservo schegge intere di un ricordo. In disordine ti incontro e sbando senza macchina né strada. Eppure non uno solo che riaffiora ma luce nuova ammaestra nuove cose. D’allora ho memoria ad occhi chiusi un senso basterebbe a riportarle. Di queste alcune gioie ed altre gemme accolte da un giaciglio di cartone. Che il senso si capisce non è quello e invece è quello a dare a tutto il senso. Di pelle o di giustezza il salto come si nasce è nuvola per l’uomo. Che riempie gli occhi e ti colora i giorni mistero tra i misteri del creato. È di un regalo che qui si sta parlando da fare l’uno all’altro e l’altro all’uno. A dir così sembra non valga niente che a loro guadagnar sembrar non prende. Siccome a più gettar nulla rapisce è ben più dell’oro che c’è da benedire. Ma più…

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Do you remember?

By PensieroNo Comments

– Cosa ricordi? – Le cose importanti. – E quali sono? – Ci devo pensare. Un po’ di sabbia nelle scarpe. Dei più un fastidio. La domanda è importante, cosa leggo no, non lo ricordo. Mi avvicino e non lo so che svolta, muove il punto di vista e il bersaglio è a un altro piano, nel campo invisibile di un occhio che non sapevo miope, l’esistenza non mette mai a fuoco da sola. Il quadro invece è fisso, non treman più le mani da troppo allora, eppure stan li a ingarbugliarsi nei fili della pancia. Nel freddo fuori su un tavolo di legno a passar la voce ma non per altri occhi. E piove e calendari per chilometri: non c’era fretta come non ne trovo ora. Geloso o a, e a? E a. Di una panchina un mercato clandestino: disposti in bella vista cestini di parole, cassette, sacchi, ruote, due…

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Esegesi di un Difficile

By PensieroNo Comments

Dormire. Non ci riesco. Allora mi alzo dal letto e giro intorno alla stanza ma non sono cosciente e percorro i chilometri di un sogno ipnotico che mi sembra reale e irreale allo stesso tempo; dove ho la testa? Non me la sento più. Non attaccata al resto del corpo. Eppure vorrei risvegliarmi, no, no, voglio aprire di nuovo gli occhi ma non sto dormendo, non è ancora abbastanza tardi e fuori è ancora buio. Cosa fare? Cosa faccio a quest’ora misteriosa, che non è più mattino e non è ancora notte? Chi ci si è mai trovato in questo tempo voltato al contrario? Non sono capace, qui niente funziona più come dovrebbe, un progetto, una vita in frantumi, un resto, mi raccolgo stretto ad un lenzuolo. Piango. Così sembra che il pianto sia la medicina di un letargo e in parte lo è: risveglia. Mi incazzo, visto che sono giorni che non dormo….

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Difficile

By PensieroNo Comments

Difficile. Difficile ogni mattina il primo passo, meno lo fu quello che congedò i gattoni. Difficile la sera, scollegare il battito dal cuore inutilmente rianimato. E cercare nei posti, nei luoghi di una presenza e trovarci una caligine che appanna la mente; benedetta, voluta, cercata demenza che spegne il tarlo annidato nelle carni, per un secondo mi distraggo e dimentico, per un istante che vorrei dilatato in eterno: non so. Questo non sapere mi inebria, è euforico, anestetico del tempo che evapora in un attimo. Blu. Oltremare. L’inizio di una notte. Insonne. Una notte difficile. Eppure, con quel si ma, che è un no, sono vivo. Senza saperlo più. Senza saperlo ancora. E tu, Male, lo so, io ti conosco; è che mi manca la forza per vomitarti. Sarà elemosine di un percorso che passa per la storia. Che sia di oggi o di domani, lo comincerò e arriverò quel…

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Il resto è Anima

By Libri, PensieroNo Comments

“Accà nisciuno nasce imparato” recita un detto napoletano che ri-conosco più per la sua musicalità che per averlo udito, perché della terra Campana in tanti mi hanno raccontato ma mai vi ho premuto contro il calcagno. Non credo ci si possa mai sentire all’altezza della situazione che la vita ci pone dinnanzi. Qualunque essa sia. Mi posso preparare, mi posso accostare al dolore e alla sofferenza, alla paura e di contro anche alla felicità e alla gioia in generale; ben diversa è l’anima quando queste emozioni scavano profondi solchi dentro la mia esistenza. Non c’è scuola né palestra che mi possa preparare, non esiste l’elisir dell’esperire. Tempo fa incontrai un noto cantautore italiano, un’incontro privato poco prima di un concerto con un gruppo di amici. Mi colpì negativamente una sua affermazione: sosteneva che l’esibizione, in qualche modo l’arte stessa, fosse frutto al cinque percento dell’ispirazione e al novantacinque percento della…

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Passaggio obbligato

By PensieroNo Comments

C’è nell’arrampicata in montagna, in quella al limite delle tue capacità, un momento in cui arrivi ad affrontare un problema: durante l’ascesa, ti ritrovi in un punto preciso della salita particolarmente ostico, tanto da poter essere affrontato in un unico e ben definito movimento. O compi quel gesto, mutuato da anni di allenamenti, cadute, dita spellate, corde, muscoli, nodi e sudore, oppure finisci li, termini, e rimani così, macchia sulla parete. Il passaggio obbligato. Il bello è che al progredire in capacità e destrezza corrisponderà quasi sempre l’acuirsi della difficoltà del gesto perché a nuova possibilità risponderà la ricerca di imprese sempre più ardue e terribili. Anche la vita mi sembra così, fatta salva la ricerca. Il progredire è naturale, quasi automatico; l’allenamento, involontario. Il terribile, l’arduo è invece insito in essa e non ci si può sottrarre. Ci si ritrova così, sempre impreparati, ad affrontare nell’unico modo possibile quel…

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