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Montagna

Cuore di pietra

By RaccontoNo Comments

C’era un ragazzo di nome Sunday, cresciuto in una famiglia Sikh molto povera dello slum di Dharavi che decise fin da quando era adolescente di divenire un discepolo del maestro Guru Amra. Divenuto maggiorenne, lo cercò e dopo avere scoperto dove si trovava, lo raggiunse in un eremo ai piedi delle montagne del Nepal e lì si stabilì con lui. Sunday era, come tanti ragazzi della sua età, alla ricerca della pura verità. Il giorno che si incontrarono l’allievo non stava nella pelle e, scosso da fremiti, chiese al maestro quale fosse la più grande e unica verità. Il Guru gli indicò un montagna vicina e gli chiese di portargli una pietra dalla vetta. Sunday partì di buon mattino, scalò la montagna, raccolse un bel sasso, né troppo grande, né troppo piccolo e lo riportò alla sera al Guru. Il maestro, presa la pietra la gettò in un angolo senza nemmeno uno sguardo….

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Se passi di qua

By PoesiaNo Comments

Se passi di qua stringimi i nodi. Se passi di qua mostrami il passo. Se passi di qua fammi un po’ luce. Se passi di qua dimmi il coraggio. Se passi di qua ripara il vento. Se passi di qua dammi un po’ corda. Se passi di qua toglimi il ghiaccio. Se passi di qua sposta quel sasso. Se passi di qua scalda un abbraccio. Se passi di qua guardiamo in alto. Se passi di qua scioglimi l’urlo. Se passi di qua. Arrampica le nuvole, Aldo. Ti lascio questa.Signore delle cime  

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Gasherbrum II

By Senza categoriaNo Comments

Dal blog di Simone Moro “Ce l’abbiamo fatta: alle 11.28 siamo arrivati in vetta al Gasherbrum II in invernale e siamo i primi. E’ stata durissima, ma io, Denis e Cory ce l’abbiamo fatta. Ora stiamo scendendo velocemente alla tendina a 6900, poi vi aggiorneremo. Simone”

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Silenzio

By Pensiero, PoesiaNo Comments

In questo lago d’autunno, confondo passi leggeri. A sfiorare petali gli uni ad affondare a spanne negli altri. Giungo dall’alto e nel paesaggio incantato mi sfuòco: non gli appartengo e mi rigetto a nascondermi. Laggiù lo specchio mi chiama mi muovo attratto dall’acqua. Il riflesso inganna, è solo cielo. Il resto dei colori, sospeso, deviato da traiettorie di luce rettilinea. Dovrò aspettare l’inverno e il suo ghiaccio che con lame e cristalli ricopre un’inutile assenza. E inaspettato il primo raggio di sole a primavera a colpire la tua debolezza. Farla vibrare oscillarla. E prima che a scioglierla il peso della stagione ti fletta. Per cedere proprio lì e risuonare nella valle timpano di vita. Come un messaggio, un’allerta. Uno squarcio. L’urlo della lacerazione.

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Passaggio obbligato

By PensieroNo Comments

C’è nell’arrampicata in montagna, in quella al limite delle tue capacità, un momento in cui arrivi ad affrontare un problema: durante l’ascesa, ti ritrovi in un punto preciso della salita particolarmente ostico, tanto da poter essere affrontato in un unico e ben definito movimento. O compi quel gesto, mutuato da anni di allenamenti, cadute, dita spellate, corde, muscoli, nodi e sudore, oppure finisci li, termini, e rimani così, macchia sulla parete. Il passaggio obbligato. Il bello è che al progredire in capacità e destrezza corrisponderà quasi sempre l’acuirsi della difficoltà del gesto perché a nuova possibilità risponderà la ricerca di imprese sempre più ardue e terribili. Anche la vita mi sembra così, fatta salva la ricerca. Il progredire è naturale, quasi automatico; l’allenamento, involontario. Il terribile, l’arduo è invece insito in essa e non ci si può sottrarre. Ci si ritrova così, sempre impreparati, ad affrontare nell’unico modo possibile quel…

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Dove tutto inizia e tutto ha fine

By Pensiero2 Comments

Vigo è così: un luogo dove tutto ha inizio e tutto ha fine. Un altro posto così per me non esiste, ciò che vivi qua, qua rimane. Di questa valle porti in città il cielo, il ricordo, l’amicizia, l’amore, il sogno, gli occhi degli amici, i venticinque gradi del refettorio in pieno inverno, le pizze scippate al controllo del don, il brivido della montagna, il fulmine, l’acqua della fontana, il lume fuggitivo, la pelle bruciata di un giorno di luglio, il resto-governo, la cappellina che non c’è più. Ma qualcosa rimane qua. Se lo prende la casa. Lo pretende. Lo tiene per sé, in sé. La rende se stessa. E tu lo lasci qua. Non per te. È nato qua, finisce qua. E finirà.

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Broad Peak, invernale 2008

By InternetNo Comments

Simone Moro, il forte alpinista autore di un racconto recensito su questo sito, sta tentando l’ascesa a uno degli ultimi sei "8000" non ancora saliti durante la stagione invernale: il "Broad Peak" nel Pakistan settentrionale. Potete seguire le sue gesta nel blog su cui scrive quasi quotidianamente e sul quale sono presenti numerosi filmati e fotografie. Per dare un’idea della difficoltà della salita, dal 1990 al 2005 non c’è stato nessun tentativo invernale ad un 8000; durante quest’inverno i tentativi sono quattro, quello di Simone, quello di un gruppo di Kazaki sul Makalù insieme a quello di Nives Meroi, altra fortissima alpinista "in stile classico" e una spedizione italiana al Nanga Parbat. L’unica spedizione ancora aperta è questa al Broad Paek… http://extremehd.net/moro_2007/ExtremeHD_container.htm?lng=ita

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Simone Moro, Cometa sull’Annapurna

By LibriNo Comments

Simone Moro è il più forte alpinista d’alta quota Italiano; è uno dei pochi (una dozzina in tutto il mondo) che ha fatto dell’alpinismo una professione e vive di quello. È una persona solare, affascinante, diverso da come me l’aspettavo. Pensavo fosse sempre a caccia di sponsor e, con loro, di imprese e scalate che ne giustificassero l’impegno. Invece ho scoperto un ragazzo semplice e un forte alpinista, le salite che fa non gliele impongono gli sponsor, ma è talmente matto che se le inventa lui. In questo libro descrive la tragedia dove persero la vita un fortissimo alpinista e suo più grande amico, Anatolij Boukreev e un altro compagno, Dimitri Sobolev alpinista e cineoperatore, mentre lui sopravvisse miracolosamente ad una valanga e ad un volo di 800m. L’ho letto in tre giorni, scivola via facile, leggero; non è drammatico, è reale. Bravo Simone.

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